martedì 6 dicembre 2016

Si o No, il problema banche rimane

Durante la lunga campagna referendaria mi è capitato di sentirmi dire che "se vince il No, otto banche italiane falliranno".

Ho sempre pensato che legare l'andamento di una qualsiasi tornata elettorale all'economia sia un errore grossolano perchè i fattori che la influenzano sono molteplici e non sempre totalmente logici.

Le ultime crisi economiche ci hanno insegnato che una prima spia nel capire se l'economia di un Paese sta andando bene o meno è lo Spread. Ci ricordiamo che nel 2011  lo spread salì fino a 574 punti mettendoci a rischio bancarotta e decretando, di fatto, la fine della carriera politica di Silvio Berlusconi. Ecco, nelle ultime settimane lo spread è tornato a salire fino ad arrivare a 160 punti. Ovviamente siamo ancora ben lontani dagli oltre 500 punti ma comunque è un segnale che l'Italia non viene vista così sicura e solida come pochi mesi prima.

Al peggioramento del clima economico sta contribuendo pesantemente la situazione del sistema bancario italiano.

MPS. La banca senese è in crisi di liquidità (ha raccolto solo un miliardo di euro e gliene servono altri quattro entro fine anno, mica bruscolini) e si poteva, fin da subito, virare su un aiuto statale con l'avvallo della commissione UE. Invece cosa fa il Governo? Accetta la proposta privata di JP Morgan che porterà inevitabilmente (viste le condizioni capestro inserite) ad un bail-in vero o mascherato che sia.

Unicredit, Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Anche queste tre banche non vivono giorni di gloria ma sono sparite dal radar dell'informazione, troppo impegnata con le beghe politiche post referendum.

In tutte queste crisi bancarie si continua a cercare di salvare capre e cavoli non prendendo mai decisioni sistemiche che possano fermare il contagio. Continuando a mettere cerotti il rischio di esplosione endemica continua a salire intaccando anche istituti bancari che prima erano sani.

La vittoria del Sì, quindi, non avrebbe scongiurato nessun fallimento bancario ma avrebbe dato solo un pò più di stabilità politica. Nulla più. Con solo un Governo "ringalluzzito" dal risultato referendario i problemi non si risolvevano da soli.

Non ci stiamo accorgendo che parlare solo di referendum, bloccando di fatto l'agenda politica negli ultimi tre mesi, ci sta facendo perdere tempo prezioso per affrontare i veri problemi economici che stanno diventando sempre più urgenti.