lunedì 1 maggio 2017

Le (non) Primarie PD

Mini analisi politica. A nessuno interessavano le (ennesime) Primarie del PD. Troppo scontate, con personaggi noiosissimi ed arci conosciuti da generare un qualsiasi pur minimo entusiasmo. Ha (ri)vinto Matteo Renzi e come da copione ha snocciolato i soliti slogan, dispensato ottimismo alla sua corte e ci ha fatto capire che si accorderà con le persone e non con i partiti (tradotto con Alfano e Pisapia).

L'unica cosa che mi ha veramente colpito è stata l'età media delle persone in fila ai gazebo. Decadenti. Sì, mi hanno dato l'impressione della decadenza gattopardesca siciliana, quelli del "cambiare tutto per non cambiare niente". Gli elettori anziani delle primarie erano quei giovani comunisti che lottavano in piazza per ottenere più diritti e salari dignitosi contro il Padrone brutto e cattivo. Oggi hanno votato colui che, attraverso il Jobs Act, ha dato una grossa mano al Padrone, riducendo diritti e di conseguenza i salari. I giovani o almeno una grossa parte di essi è fuggita via, chi fisicamente all'estero, chi mentalmente strizzando l'occhio al movimento 5 stelle o all'assenteismo, ultima fermata di una lunghissima via crucis fatte di promesse mancate e di un futuro senza speranza. 

Un PD con base over60, M5S governato da un 70enne, Forza Italia in mano ad un 80enne. Con queste premesse andremo alle prossime elezioni con una leggere elettorale ancora misteriosa (e di cui nessuno parla più) con pochissime idee e tantissimo odio. Oggi si analizzano le primarie PD con il solito provincialismo italiano, dibattendo se Renzi è cambiato o no e se il Governo Gentiloni sopravviverà (ma per fare cosa?).

Buon 1 Maggio.
 

domenica 30 aprile 2017

Tutti Pazzi?I Per il Milan

Silvio Berlusconi è stato più che un politico ed un imprenditore un grande uomo di spettacolo e la "cessione" del Milan è stata una grandissima telenovela a puntate durata da un paio di anni. Vi ripropongo i passaggi fondamentali in rigoroso ordine di "proprietario" fino alla conclusione delle trattative.

Poe Qiu Ying Wang (alias Mister Pink)

10 marzo 2015. Dalla Romania rimbalza la notizia della vendita del Milan a Mr Pink

13 maggio 2015. Ancora il nome di Mr Pink viene associato al closing del Milan.

Wanda Group

13 maggio 2015. Anche il nome del gruppo cinese Wanda Group viene associato al closing del Milan.

15 aprile 2016. Wanda Group torna di attualità venendo inserita nella nuova cordata cinese che starebbe comprando il Milan.

16 aprile 2016. Wanda Group smentisce categoricamente qualsiasi trattativa nel comprare il Milan.

Jack Ma

27 aprile 2016. Tra i pretendenti al Milan spunta anche il Fondatore di Alibaba.

Bee Taechaubol

3 agosto 2015. Mister Bee firma un accordo preliminare per la vendita del Milan

16 dicembre 2015. Sport Mediaset indica proprio nel 16 dicembre la data del closing da parte del broker

15 gennaio 2016. Saltata la data di dicembre, in gennaio, Berlusconi e Bee trattano ad oltranza

10 luglio 2016. Dopo non aver mai chiuso la trattativa il nome di Mr. Bee torna di moda a luglio ma ormai le trattative con una nuova cordata cinese sono già ben avviate.

Salvatore Galatioto (Consorzio Cinese)

13 giugno 2016. Arriva in Italia Salvatore Galatioto per vendere il Milan al consorzio cinese che rappresenta.

30 giugno 2016. Il consorzio cinese che trattava da 2 anni la cessione del Milan non ce la fa

Sino-Europe Sports/Rossoneri Sport Investment Lux (Cordata Cinese)

13 aprile 2016. Definitivamente archiviato Mister Bee arriva la notizia che una nuova cordata cinese sarebbe pronta a rilevare il Milan per 700 milioni.

5 agosto 2016. Ad inizio agosto il Milan viene venduto alla cordata cinese capeggiata dalla Sino-Europe Sports. Gli uomini che la rappresentano sono Yonghong Li ed Han Li che si fanno fotografare con Silvio Berlusconi e versano i primi 15 milioni di caparra.

11 agosto 2016. La Sino-Europe Sports nomina subito come CEO Marco Fassone che sarà il rappresentante italiano.

6 settembre 2016. Arriva anche la seconda tranche da 85 milioni di euro.

21 settembre 2016. Bloomberg getta ombre sulla solidità finanziaria della Sino-Europe Sports. Vengono subito smentite con un comunicato ufficiale.

20 Settembre 2016. I soci della cordata cinese dovrebbero essere: Sino-Europe Sports (33%) -  Yonghong Li (15%) - Haixia Capital (15%) - Jilin Yongda (3%).

22 settembre 2016. Il closing sembra imminente e viene fissata come data il 15 novembre 2016.

4 ottobre 2016. Prima intervista ad un quotidiano italiano ad Han Li che conferma i grandi progetti per il Milan

4 novembre 2016. La Sino-Europe Sports si riduce a 4-5 soci e sposta il closing a fine novembre 2016.

17 novembre 2016. A pochi giorni dal derby viene data una nuova data del closing questa volta è il 13 dicembre 2016.

26 novembre 2016. Parla Berlusconi che conferma le buone intenzioni della Sino-Europe Sports ma che la burocrazia cinese è molto lenta e quindi il closing slitterà.

2 dicembre 2016. La Sino-Europe propone alla Fininvest di posticipare il closing al 28 febbraio 2017 versando una nuova caparra da 100 milioni.

7 dicembre 2016. Altra data del closing questa volta è il 3 marzo 2017.

8 dicembre 2016. Ulteriori ombre (dopo quelle di Bloomberg) arrivano da Jochen Lösch CEO di MP&Silva (la più grande agenzia di distribuzione di diritti tv sportivi) che dichiara di non aver mai sentito parlare della Sino-Europe Sports.

12 dicembre 2016. La seconda caparra da 100 milioni non arriva.

13 dicembre 2016. Il giorno dopo la Sino-Europe Sports versa alla Fininvest la caparra.

14 dicembre 2016. Anche la Gazzetta nutre dubbi su tutta l'operazione finanziaria visto che ad oggi non si conoscono tutti i nomi degli investitori coinvolti nell'operazione.

16 dicembre 2016. Qualcosa si muove sul fronte del nomi degli investitori. Sembrano essere principalmente 4 aziende cinesi: Huangshi Zhongbang Sports Development, China Industrial Bank Asset, China Huarong e la Haixia Capital.

4 gennario 2017. Il sito Calcio&Finanza viene in possesso dei documenti originali che attestano che i fondi per la caparra di 200 milioni arrivano dalle Isole Vergini Britanniche.

23 gennaio 2017. Interviene anche Paolo Berlusconi e conferma che il closing si farà il 3 marzo.

13 febbraio 2017. Sino-Europe Sports rimborsa completamente il prestito alla holding delle Isole Vergini Britanniche.

24 febbraio 2017. China Huarong si tira fuori dalla cordata che il 3 marzo deve completare il closing.

25 febbraio 2017. L'ex capitano e bandiera Paolo Maldini nutre ancora forti perplessità su tutta l'operazione.

27 febbraio 2017. Tutto pronto per il closing che viene confermato per il 3 marzo.

28 febbraio 2017.  A pochi giorni dal closing iniziano a girare voci sul ritardo nel pagamento dell'ultima tranches da 420 milioni. Inoltre l'Ad Marco Fassone non riesce più a contattare i soci cinesi di Sino-Europe Sports e la banca China Merchant Bank smentisce ogni coinvolgimento nella cordata. Nelle ultime ore emerge che l'unico acquirente possa essere Yonghong Li che avrebbe richiesto il pagamento rateizzato.

01 marzo 2017. Sempre più probabile lo slittamento della data del closing. All'appello mancano ancora 170 milioni. Il Presidente Berlusconi pare molto irritato da questo ulteriore intoppo, minacciando di tenersi la società. Gli scenari possibili paino essere quattro.

4 marzo 2017. Il Tempo intervista Berlusconi che conferma che il closing non si farà il 3 marzo ma che la Sino-Europe Sports ha chiesto una breve proroga. Nuova data il 10 marzo in cui i cinesi devono inderogabilmente versare i 100 milioni (sarebbe la terza caparra).

5 marzo 2017. Sempre Berlusconi apre ad un possibile dietrofront qualora i cinesi non saldassero gli impegni economici pattuiti.

8 marzo 2017. Sino-Europe Sports sta preparando la terza caparra da 100 milioni necessaria per avere la proroga di un mese (richiesta la settimana scorsa).

13 marzo 2017. La terza caparra non arriva per il 10 marzo, si aspetta la fine della settimana per dare modo alla Sino-Europe Sports di versare i 100 milioni. A caparra versata si fisserrà la nuova data del closing.

16 marzo 2017. La terza caparra continua a non arrivare. Questa volta sembra per un problema tecnico, Il bonifico da 100 milioni è atteso domani o lunedì. Senza questa ultima trance non si possono eseguire le firme per il closing definitivo (che dovrebbe avvenire il 7 aprile).

20 marzo 2017. Ancora nessuna notizia del versamento della terza caparra da 100 milioni

22 marzo 2017. Arrivano i primi 20 milioni della terza caparra da 100 milioni.

23 marzo 2017. Voci insistenti danno per certo uno slittamento della data del closing. Dal 7 al 14 aprile.

24 marzo 2017. I restanti 80 milioni necessari per completare il closing (fissato per il 7 aprile) tardano ad arrivare. Molto probabile una nuova proroga della data della chiusura della trattativa.

25 marzo 2017. Altro mini bonifico da 30 milioni da parte di Sino-Europe Sports. Fino a questo momento la cordata cinese ha versato 250 milioni e gliene mancano altri 50 milioni per completare il closing. Intanto il sito Calcio&Finanza svela con documenti ufficiali la creazione di una nuova società alle Isole Vergini Britanniche, la Rossoneri Advanced Company Limited, che dovrebbe garantire alla Sino-Europe Sports la liquidità necessaria per pagare l'ultima tranche da 100 milioni.

26 marzo 2017. Altro colpo di scena!. La Sino-Europe Sports viene chiusa, Yonghong Li rimane l'unico socio ed utilizza la Rossoneri Sport Investment Lux (società con sede in Lussemburgo e già utilizzata da Sino-Europe Sports per le operazioni in Europa) per completare il closing.

27 marzo 2017. Viene confermato, con un comunicato ufficiale, che la data del closing sarà il 14 aprileYonghong Li riceve un finanziamento da parte del fondo americano Elliott Management di circa 320 milioni, attraverso la società RedBlack Sarl (scatola lussemburghese costruita ad hoc). Con questo finanziamento non ci dovrebbero esserci problemi per la chiusura della trattativa. Va ricordato che Elliott Management applicherà un tasso d'interesse di oltre il 10%.

31 marzo 2017. Yonghong Li da come garanzia al fondo Elliott le sue quote di aziende in Cina per 500 milioni.

1 aprile 2017. Il 9 aprile è attesa a Milano una delegazione cinese (capitanata dal braccio destro David Han Li) per anticipare il closing al 13 aprile (invece del 14 aprile). Intanto si viene a sapere che Yonghong Li dovrà pagare 20 milioni alla Elliott se il closing dovesse saltare.

6 aprile 2017. Prima della conclusione della trattativa emergono nuovi dubbi sul prestito di 303 milioni di Elliott a Yonghong Li. Quasi tutte le fonti finanziarie hanno indicato in 18 mesi la durata del prestito ma stanno circolando altre voci che il prestito sarebbe di 5 anni.

8 aprile 2017. Si lavora alacremente per rendere disponibili i 190 milioni dei 303 necessari per la conclusione dell'affare.

11 aprile 2017. Il closing è ormai imminente, il sito Calcio&Finanza analizza tutta l'intera operazione finanziaria.

13 aprile 2017. Ore 14.04 arriva il bonifico che sancisce definitivamente il passaggio del Milan alla Rossoneri Sport Investment Lux di Yonghong Li.

martedì 28 febbraio 2017

Juventus vs Empoli in 10 punti

1) I giornalisti (tali o presunti) non ci azzeccano mai sulla formazione. Puntavano molto sull'esclusione di Marchisio (con polemiche già pronte) invece nulla, c'era pure Bonucci. Che sfiga.

2) E' tornato il Dani Alves che conoscevamo. Corsa, inserimenti verso il centro, cross, personalità. Ricambia l'assist di settimana scorsa ad Alex Sandro, attendiamo balletti social.

3) Marchisio è ancora indietro di condizione e di tempi di gioco, sbaglia controlli e qualche passaggio ma è pur sempre il nostro principino. Coccole infinite.

4) Quando c'è da far casino tatticamente il buon Cuadrado non lo batte nessuno. Solite due o tre situazioni che potevano essere gestite meglio e l'assist per Mandzukic era un tiro sbagliato. Entropia.

5) Higuain era in versione assist-man. Stupenda la palla per Mandzukic che viene (sciaguratamente) sbagliata. Lo preferisco più in area ma con l'Empoli va bene tutto, anche che non segni.

6) Sul finire della stagione lo Sturaro inizia a mettere su partite e condizione. Non sarà un granchè tecnicamente ma la sua presenza di sente sempre e poi a sinistra è da pura confusione tattica che comunque da un senso alla squadra. Tuttocampista.

7) Settimo goal stagionale per il giocatore più amato dal popolo juventino. Il Manzo non delude mai, corsa, grinta, goal sbagliati, colpi di tacco. Erede di Nedved.

8) Brutto vedere lo Juventus Stadium mezzo vuoto. Ok era una partita di poco conto, tra tre giorni c'è la Coppa Italia ma un pò più di sostegno non guasta mai.

9) Ho sempre più la certezza che Mario Lemina se ne andrà via a giugno più per problemi comportamentali che sportivi. Ormai è l'ultimo centrocampista della rosa. Fantasma.

10) Altra serata da spettatore per Neto. Lo sveglia solo un tiro di Josè Mauri ma è una puntura.

venerdì 24 febbraio 2017

L'aborto della laicità

Ci risiamo. E' dal 1978, quando fu approvata la legge 194 per garantire la tutela della maternità e dell'interruzione di gravidanza che il mondo "cattolico" l'ha sempre osteggiato con ogni mezzo. Negli anni lo strumento più utilizzato è stato quello dell'obiezione di coscienza. Molti medici non praticano l'aborto, facendone una questione di coscienza e moralità. Ci sarebbe da discutere se sia compatibile con la professione di medico ma a me interessa che ogni cittadino, ma soprattutto ogni donna, abbia il sacrosanto diritto di andare in una qualsiasi struttura ospedaliera a praticare l'aborto. Questa si chiama laicità dello Stato che ogni giorno viene calpestata non facendo rispettare leggi scritte ed approvate dal Parlamento.

Tutti a parlare della coscienza del medico ma nessuno (tantomeno il Ministro Lorenzin) s'interroga su quale sia lo stato d'animo di una donna che prende una delle decisioni più dolorose della propria vita. Le donne non vanno sorridendo ad abortire, vanno con la tristezza e la paura di chi sa che perderà una vita. Uno Stato serio e non medioevale dovrebbe non giudicarle ma aiutarle in questo percorso, stringendole la mano, non facendole sentire in colpa. Mai.

Invece, nel 2017, siamo ancora a parlare di Medici obiettori e non, di concorsi da rifare solo perchè si cerca di garantire un servizio in una struttura pubblica sanitaria. L'obiettore rischia di prendere delle decisioni che io, da paziente, non sento mie, che per la mia coscienza sono giuste e corrette e che lo Stato mi ha garantito. Un Medico potrebbe impormi una sua visione della vita, come ad esempio nascondendo malattie gravi del futuro figlio semplicemente per paura che la donna (o la coppia) potrebbe ricorrere all'aborto.

Quante volte abbiamo letto di ospedali con soli medici obiettori o della discriminazione degli infermieri e medici non obiettori, prontamente segnalata dal Consigli d'Europa. Il nostro Ministro delle Sanità è palesemente a favore dell'obiezione di coscienza non mettendo il rispetto della legge sopra TUTTO e TUTTI. E' talmente inadeguata che viene persino sbugiardata dalla Bindi.

Spero proprio che il Governatore Nicola Zingaretti non indietreggi di un millimetro e garantisca il regolare svolgimento del concorso. Tra una settimana tutti si dimenticheranno anche di questa vicenda, le polemiche le porterà via il vento e questo Paese rimarrà un posto per bigotti in cui la laicità è solo un valore virtuale che è meglio non far rispettare.

Porto vs Juventus in 10 punti

1) Nuno Espirito Santo aveva previsto nell'ordine: che la Juve non avrebbe giocato con le "5 Stelle" e che Bonucci alla fine sarebbe sceso in campo. Perculato su tutta la linea. Pronto per entrare in politica (in Italia).

2) Il caso Bonucci ci ha fatto capire: a) nessuno è insostituibile, b) tutti devono seguire un codice di comportamento, c) abbiamo 5 grandi difensori centrali, d) società ed allenatore sono in perfetta sintonia, e) Allegri si è evoluto in Super Sayan Livello II.

3) Fermo restando il punto 2 non facciamo cazzate incrinando una stagione fin qui davvero perfetta. Via ego e coglioni girati, dentro orgoglio e voglia di vincere. Mica siamo i Soprano's.

4) Bisogna sempre imparare dai Presidenti che (pensano) di saperla più degli altri. Detto, fatto. A Porto sfoggiamo una #cazzimmapiemontese da far accapponare i tatuaggi persino ad Insigne.

5) I predestinati hanno sempre un momento in cui tutto cambia ed iniziano a brillare di luce propria. Marko Pjaca è uno di questi ed il suo primo goal vale doppio. Primo perché fatto in Champions League e secondo per la sua esultanza "dell'Alce". Il WWF ha già chiesto i diritti.

6) Terzino brasiliano in bianconero mi ricordava maledettamente Athirson (uno degli innumerevoli pacchi di mercato di Lucianone Moggi). Tutto è svanito alla combinazione "fascia-to-fascia" Alex-Sandro - Dani-Alves. Obrigado.

7) Per quelli "il Porto era scarso" ricordo che nelle ultime 14 partite casalinghe di CL ne aveva persa solo una. L'avversario del vicino è sempre più forte.

8) Terreno perfetto, atmosfera da brividi, musichetta che ti ricorda che non si scherza più. Questa è la Champions League, quella vera, quella che sogni e temi. E' bello esserci senza dover pensare se il tuo stadio si farà oppure no.

9) Appunto da tifoso: mai andare a vedere una partita di pallavolo, scordandovi che c'è la CL. Rischiate seriamente di stare con in mano il cellulare in attesa di una notifica push. Patetico.

10) Gli abbracci fraterni di Capitan Gigi ad altri campioni, come Iker Casillas, stanno diventando una piacevolissima tradizione. Tutto pronto per una puntata speciale di C'è Posta Per Te.

lunedì 20 febbraio 2017

Microscopici partiti comunisti


A grandi passi verso il proporzionale

Bisogna saper sempre distinguere tra i proclami e le azioni concrete e mai come nel caso delle legge elettorale la regola calza a pennello. Dopo la vittoria del NO tutti, ma proprio tutti, si sono lanciati nei proclami più disparati del "votiamo subito" non importa come, non importa con che legge elettorale ma il popolo è sovrano e deve decidere. Il mantra non aveva nessuna eleborazione razionale, non analizzava la mancanza di una legge elettorale, la situazione precaria dei conti, il nostro rapporto non idilliaco con l'UE e la nostra economia agonizzante. Finito il gennaio del chi strilla di più, tutti si sono datti una calmata ed hanno iniziato a fare qualcosa di concreto. Cosa hanno fatto? Semplicemente hanno preso atto che si andrà verso un sistema elettorale di tipo proporzionale ed hanno iniziato a spuntare come funghi nuove sigle e nuovi partiti.

Solo nell'ultimo weekend abbiamo assistito a:
  • Scissione (di fatto) del PD e nascita quindi del soggetto politico della "minoranza".
  • Fusione (a freddo) tra La Destra (Storace) ed Azione Nazionale (Alemanno) che ha generato il Movimento nazionale per la sovranità.
  • Sel non c'è più ma al suo posto è nata Sinistra Italiana
Ovviamente è solo l'inizio della profilazione dei pani e dei simboli.  Abbiamo già letto della nascita di Campo Progressista di Giuliano Pisapia (che aiuterà Renzi a drenare la perdita di voti a sinistra), di demA di Demagistris, magari Alfano e Verdini si fondono per un nuovo soggetto politico (che strizzerà l'occhio sempre al solito Renzi) ed il mondo centrista che è sempre stato foriero di nuove sigle e ammucchiamenti che sfidano il Darwinismo. I prossimi mesi saranno ricchi di annunci e congressi.
Se tutti corrono a farsi una sigla personale un motivo ci sarà non credete? La partita si giocherà non tanto sul sistema elettorale (proporzionale ci mancherebbe) ma sulla quota di sbarramento, unico vero spartiacque tra il contare ed il non contare un cazzo.
Noi poveri elettori dovremo sfogliare, alle prossime elezioni, la classica scheda chilometrica in cui troveremo tutto ed il contrario di tutto in cui sarà già un miracolo se segneremo il simbolo corretto.

Il PD, Gomorra e la Fine di un'era

Il PD è l'ultimo Partito rimasto nello scenario politico italiano. Per Partito intendo un soggetto politico tradizionale, con un segretario, una struttura gerarchica, un'assemblea, dei circoli sparsi sul territorio ed un numero consistende di iscritti con tanto di tessera annuale. I tempi cambiano velocemente ed anche l'ultimo Partito sembra non riuscire a tenere il passo, sgretolandosi ogni giorno, sempre di più. Il processo di frantumazione è iniziato con la vittoria di Matteo Renzi alle primarie, portandolo prima a capo del Partito e poco dopo a capo del Governo. Rottamare tutto e tutti, perdendo di vista la "classica vita da partito" per dedicarsi esclusivamente alla "vita di comando" fatta di incontri, annunci e decreti legge.

Il post referendum costituzionale, comunque fosse stato l'esito elettorale, avrebbe aperto le porte della "resa dei conti finale" dopo anni di punzecchiature e primi abbandoni illustri (Civati, Cofferati, D'Attorre). Matteo Renzi se la immaginava un pò diversa, da vincitore, costringendo gli scissionisti a subire una pesante umiliazione fino alla loro cacciata per acclamazione. L'ex sindado di Firenze ce lo aveva fatto intendere all'ultima Leopolda quando, tra una folla in delirio, aveva già dato il benservito a Bersani e D'Alema.

La vittoria del NO ha solo cambiato le forze in campo ma non la sostanza: Matteo Renzi è antitetico a questa struttura di PD, ne vuole un'altra fatta di "leaderismo & comizi" senza passare da una organizzazione partitocratica come quella attuale. Proprio per questo, il PD è fermo alla sua elezione a segretario, con l'organizzazione affidata al fido Orfini.

Renzi contro gli scissionisti, come in Gomorra in cui tutti cercano di ottenere la loro posizioni di rendita in cui tutto è permesso, in cui tutto è funzionale al conseguimento del risultato. La scissione avverrà in tempi e modi all'italiana, con qualche spargimento di sangue, molti scambi di accuse su chi è il colpevole senza entrare nel merito delle cose. Ci si separa perché ci si sta sul cazzo. Punto.

Renzi avrà il suo "nuovo PD" purgato dai vecchi volti della sinistra che fu, vincerà il congresso per acclamazione e ricontinuerà a fare quello che ha sempre fatto, perseguire una politica di centro dove tutto e tutti servono per arrivare a Palazzo Chigi. Non mi sorprenderebbe affatto che si presentasse alle prossime elezioni con il team Pisaspia ed il team Alfano/Verdini. Il PD diventerà una scatola vuota ad uso e consumo del suo leader, in cui dissenso e dibattito interno saranno ridotti a zero.

E gli scissionisti? Ammetto che faccio fatica ancora a capire chi siano, quanti siano e che linea politica abbiano ma soprattutto se rimarranno uniti (ne dubito fortemente). Al netto di tutto ciò, formeranno un nuovo schieramento e bisognerà capire nei prossimi mesi le loro mosse. A me personalmente sembrano quelle vecchie rockstar che si sentono ancora sulla cresta dell'onda e vogliono fare l'ultimo tour d'addio. Molto triste.

Tutta questa vicenda è stata appassionante? Nemmeno per sogno, è stata stucchevole, priva di contenuti e molto autoreferenziale che ha allontanato (semmai ce ne fosse bisogno) molti cittadini alla politica ed in questo periodo storico è una colpa molto grave.

Che ci piaccia o no la politica è diventa liquida, con partiti snelli, in cui l'appartenenza è più concettuale che pratica, in cui non esiste il radicamento sul territorio, in cui la linea politica la si detta attraverso blog o con slogan elettorali, in cui se non hai un front-man valido non conti nulla agli occhi dei più. Anche il PD si è allineato a questo "nuovo mondo" che ho paura non porterà a nulla di buono.

domenica 19 febbraio 2017

La settimana in cinque notizie

  • Anche L'Unione Europea si interroga se si giusto o meno porre un freno agli ad-blocker

  • Barca vuole che il PD cambi linea politica ma rimanendo tutti uniti.


venerdì 17 febbraio 2017

Juventus vs Palermo in 10 punti

1) Sturaro non è un ala, non è un esterno e talvolta non è nemmeno un interno di centrocampo. Ci mette la solita grinta e con il Palermo basta ed avanza.

2) Pjaca parte a destra (male) viene spostato a sinistra (benino). Corre e s'impegna per essere tatticamente sensato ma è poco lucido e confusionario. Unica perla il cross per il quasi goal di Khedira. C'è ancora molto da lavorare.

3) In questo campionato, molte partite le sblocchi per inerzia, senza volerlo nemmeno troppo e le concludi in goaleada. Dedicato a chi ama 20 squadre in A. A naso, sono pochini.

4) Punizione di Dybala alla Kevin Kostner. So Good.

5) Questa volta Allegri fa ampio uso sia del turnover che della panchina, segno evidente che anche per lui era proprio una partita-allenamento.

6) Si è partiti tranquilli e poco vogliosi e si è finito in perenne pressing. Gestione della partita impeccabile.

7) Toh chi si rivede: Mario Lemina. La buona notizia? Ha un taglio di capelli presentabile ed è la prima volta che accade. Inizio di quella  maturità che alla Juve ti richiedono? Vedremo.

8) Cuadrado fa sempre qualcosa di bello, di elettrizzante ma la porta la centra poche volte ed è un delitto per un giocatore con le sue caratteristiche tecniche.

9) Il 4-2-3-1 è ormai il modulo base, mi sorprenderebbe molto se non lo vedessimo anche contro il Porto.

10) Una abbraccio a tutti i tifosi che hanno preso freddo, visto una partita bruttina, ma che almeno sono stati ripagati con 5 goals.

Vi ho perculato ma restiamo amici

Alla Leopolda 2014 gli dava dei vecchi rincoglioniti, ora nel 2017 li ha rivalutati.

giovedì 16 febbraio 2017

BastaBufale.it: si poteva partire decisamente meglio

In questi giorni sta facendo discutere l'appello lanciato dalla Presidenza della Camera italiana e firmato dalla Presidente Laura Boldrini contro le bufale sul web. L'appello lo potete trovare sul sito BastaBufale.it in cui è anche possibile aderire, "firmando" l'appello. Ognuno si farà una propria opinione se sia una (prima) iniziativa lodevole oppure l'ennesimo buco nell'acqua.

Volevo soffermarmi sulla realizzazione tecnica del sito BastaBufale che, a mio avviso, lascia alquanto perplessi, visto che si tratta di una iniziativa ufficiale di una Istituzione Italiana.

La prima cosa che balza subito all'occhio, oltre all'appello ed alle foto dei testimonial famosi, è il form a destra che ci consente di "firmare" l'appello proposto. Leggendo qualche commento sul blog di uno dei consulenti scelti per la stesura del testo dell'appello (Attivissimo), sembra proprio che i controlli basilari sulla veridicità dei dati inseriti, come l'indirizzo email, non siano stati implementati permettendo quindi di firmare più volte con nomi inventati. In più, sul sito, non è possibile nè vedere il numero complessivo delle firme nè nell'elenco dei firmatari togliendo molta credibilità all'iniziativa.

L'informativa sulla privacy ci dice che è obbligatorio accettarla e che i dati saranno trattati da UNOONE srl titolare del sito nonchè il gestore tecnico. La questione della titolarità è alquanto nebulosa: all'inizio dell'informativa viene detto che i dati raccolti verranno gestiti dalla titolare Laura Boldrini salvo qualche paragrafo più sotto sostenere che sia proprio UNOONE il titolare.  A tal proposito ne ha parlato Antonio Amorosi de La Verità.
Se si passa alla versione in inglese (link in alto a destra, con tanto di bandiera union jack) rimangono in italiano i check box del "trattamento dei dati" ed "invio materiale informativo". Inoltre passando al link dell'informativa sulla privacy ritorniamo sulla pagina in italiano (anche se dalla formattazione del link siamo effettivamente passati alla version in inglese) ma il testo è leggermente diverso da quello che si legge nella "versione italiana".

ItalianoInglese

Speriamo che presto il sito venga migliorato e si possano vedere l'elenco dei firmatari per capire se questa iniziativa ha avuto successo o meno.

lunedì 13 febbraio 2017

Cosa mi aspetto dal Governo Trump

Ormai ha giurato, ormai è diventato il 45esimo Presidente degli Stati Uniti D'America. Donald Trump, in un certo senso, ha già vinto, è riuscito in un'impresa considerata impossibile dai più. Tantissimi analisti hanno vivisezionato le ragioni della sua vittoria dando la "colpa" alla classe media incazzosa ed alla post-verità dei social. A me interessa il presente ed i prossimi quattro anni "Made in Trump" che nel bene e nel male lasceranno un segno nelle nostre vite.

Ero molto curioso su quali fossero le persone scelte dal "palazzinaro newyorkese", soprattutto per capire se dopo gli slogan elettorali i primi atti concreti ne risultavano coerenti. Il Governo Trump ha un'eta media di circa 60 anni ed è composto quasi esclusivamente da uomini bianchi (86%). Niente di sorprendente perché per Trump, quello che chiama popolo americano, non è nient'altro che il ceto medio americano, quello degli Stati Centrali, quello che quasi mai viene rappresentato nei film e documentari. L'uomo medio americano è ancora bianco, chiuso nel suo Stato (che considera il Mondo) un po razzista che vuole che il lavoro rimanga nella sua contea, magari andando al venerdì sera al saloon con a tracolla un bel fucile mitragliatore. Forse ho esagerato con i luoghi comuni e gli stereotipi ma è quel tipo di elettore che ha fatto vincere Trump e che lui ha prontamente premiato.

Parliamoci chiaro, il sistema elettorale americano favorisce l'astensionismo e fa vincere persone come Trump che hanno preso 2 milioni di voti in meno del suo avversario. Per noi europei questa "piccola anomalia" stride e ci fa incazzare, ma per quelli nel nuovo mondo è pura normalità.

Trump è uomo "anti-sistema" che conferma inserendo ben il 45% delle persone senza nessuna esperienza governativa precedente. Se pensate che sia una piccola percentuale, vi ricordo che l'ultimo Governo Obama ne aveva solo il 13%. A parte il maggior tasso di mancanza di esperienza politica a me sembra che Trump non sia affatto contro lo status quo dell'America. Ha preso un mix di ex Wall-Street e tremendi bigotti creazionisti e l'ha sparpagliato nei vari incarichi istituzionali. Vedrete, tutte le riforme che verranno fuori saranno per tornare indietro, riportare la lancetta del tempo agli anni '80 o forse ancora più indietro.

Per cui cosa farà Trump? Indubbiamente gli USA prenderanno una deriva estremamente protezionistica che gli farà chiudere i confini ma soprattutto la voglia di conquistare il mondo (che hanno sempre avuto). La strategia economica sarà incentrata sul riportare la produzione in terra a stelle strisce, tasse per prodotti "not made in USA" e insofferenza verso persone che la pensano diversamente da te. Ovviamente tutto questo verrà finanziato facendo debito pubblico, un pò come faceva la famiglia Trump quando iniziava a costruire grattacieli su grattacieli nel boom economico. Questo ritorno al passato come prima cosa arricchirà gli Stati Centrali a discapito di  quelli delle coste con conseguente spaccamento del consenso sociale. Aspettatevi sempre più proteste a San Francisco e New York ma solo lì, mentre nei ridenti pascoli del Texas la vita scorrerà tranquilla. L'estrema velocità di Trump nell'affrontare i temi a lui più cari (immigrazione, lavoro, tasse) è dovuta al fatto che è cosciente che solo per i primi 2 anni avrà carta bianca, visto che Camera e Senato sono saldamente in mano ai Repubblicani. Nelle elezioni di "mid-term"sicuramente lo scenario politico americano subirà un riequilibrio (come è sempre avvenuto) e quindi la sua azione potrebbe subire un drastico ridimensionamento.

La domanda che molti si stanno facendo è se Trump resisterà per 4 anni alla Presidenza degli USA. Io sono tra coloro che pensano che ciò sarà difficile sia per la natura del personaggio (poco incline al rispetto delle leggi vigenti e con un ego smisurato) sia perché ha la stampa contro che cercherà in ogni modo di incastrarlo per i suoi rapporti molto nebulosi con la Russia di Putin. Sembra essere proprio la sua "amicizia" personale con Putin il vero anello debole della sua Presidenza che potrebbe portare ad un indebolimento della politica estera americana lasciando parecchio spazio di manovra allo Zar Russo come ad esempio nella gestione della questione siriana.

Sarà quindi un periodo di ritorno al passato in cui si crederà che il protezionismo porterà quella prosperità  economica che la globalizzazione ha tolto. Chiudersi non ha mai portato grandi vantaggi, ce lo dice l'economia ma soprattutto la Storia. Protezionismo genera altro protezionismo e di conseguenza alimenta il nazionalismo. Non è un caso che in Europa politici come la Le Pen (e non solo) stiano avendo un successo come mai prima d'ora. In un periodo di estrema paura ed incertezza, sembra che l'unica risposta credibile sia quella della tecnica dello struzzo. In mancanza di politici e soprattutto idee alternative, questo è il massimo che ci passa il convento.

Cagliari vs Juventus in 10 punti

1) Vedere Gigi Riva ricevere il collare d'oro con il conseguente abbraccio fraterno di Gigi Buffon è stato un momento da storia del calcio. Sei una leggenda "Rombo di Tuono".

2) Marchisio sembra ormai diventato il primo cambio della coppia Khedira - Pjanic. Un cambio di lusso ma non più perno del centrocampo come la passata stagione.

3) A questa Juve mancava una punta implacabile come Higuain. Due palle, due goal. Il primo è da punta di classe mondiale, ovvero colpo sotto con il portiere in uscita.

4) Il duo Chiellini e Barzagli ha dato tutto fisicamente. Avranno ancora prestazioni top ma saranno sempre più rare e centellinate.

5) Gigi Buffon quando c'è da parare lo fa sempre. Ieri un solo intervento ma da campione che salva partita e coronarie dei tifosi. 

6) Dybala è in un momento di "tristezza sportiva". Si sbatte, impegna, prova dribbling e giocate ma la palla non va dentro. Bello l'abbraccio "consolatorio" del Mister.

7) Allegri è molto restio ai cambi dalla panchina. Li fa sempre sul finire del match o non li fa proprio. Vedremo se questo trend ci sarà pure in CL.

8) A me Nicolò Barella è piaciuto molto. Un '97 senza paura, con personalità. L'età gli ha giocato un brutto scherzo ma quella si acquisisce solo giocando. Bravo.

9) Lo stadio di Cagliari è un "non-stadio", ovvero due curve pre-fabbricate all'interno del vecchio impianto. Se pensiamo che avevano provato a costruirne uno nuovo sulla sabbia, è un passo avanti.

10) La terza maglia zebrata fa tanto "terruncello", gli manca solo la catenazza d'oro da 10kg. Bocciata.

domenica 22 gennaio 2017

Juventus vs Lazio in 10 punti

1) E' ufficiale ad Allegri gli sono girate le palle. Vara un 4-2-3-1 tutto tecnica mettendo in campo comtemporaneamente: Pjanic - Cuadrado - Dybala - Higuain - Mandzukic. Chi coprirà? Domanda superflua visto il totale dominio della partita. Mai dare del "cagone" al Mister.

2) E' un periodo un pò così per Dybala. Goal magnifici alternati ad altri goal facili facili mangiati con altrettanta naturalezza. Intanto prolungamento del contratto al 2021.

3) Zitto Zitto il buon Pjanic oggi ha dettato i tempi della squadra da vero regista. 96% di passaggi completati, migliore in campo come valutazione complessiva (8.1). Il periodo di rodaggio sembra oramai finito. Indispensabile.

4) La difesa a 3 mi sembra che stia andando velocemente in pensione o per lo meno verrà utilizzata molto meno. La squadra sta acquisendo certezza con i 4 dietro ed è giusto insistere su questa nuova disposizione.

5) L'intesa tra Higuain e Dybala sta salendo di livello. Oggi combinazioni niente male che per un pelo non hanno portato al goal. Da HD a SuperHD.

6) Asamoah giocatore finito? Dalle ultime due prestazioni sembra invece l'esatto contrario (ottima alternativa ad Alex Sandro). Kolasinac serve veramente?

7) Pjaca a me piace tantissimo, ha tecnica, velocità, dribbling naturale ma spero per noi che non sia il nuovo Boksic. Oggi due goal belli fatti, falliti clamorosamente. Forza Alen, ehm Marko.

8) Consigli per gli acquisti: Sergej Milinkovic-Savic classe '95 a me piace molto e potrebbe essere la mezz'ala che stiamo cercando. Unico problema: trattare con Lotito.

9) Mandzukic è il classico attaccante che ogni allenatore sogna: corsa, dedizione, sportellate, sponde per i compagni ed i suoi 10 goal a campionato. Vedrete, li farà.

10) 27esima vittoria consecutiva in casa. Sticazzi.

sabato 21 gennaio 2017

Football Money League 2017

Nel post precedente ho "analizzato" i dati dell'edizione precedente non accorgendomi  che è uscito il Football Money League 2017.

Diciamo che tendenzialmente i pensieri che ho espresso per il 2016, più o meno sono confermati per il 2017 anche se il Manchester United ha preso la testa della classifica dei fatturati con 689 milioni di euro.

Per chi volesse approfondire tecnicamente la lettura del rapporto Deloitte vi rimando a questo articolo di Benedetto Minerva.

In breve, provo a dire la mia anche per questa edizione:

1) La English Premier League rimane, per distacco, il campionato più ricco e di riferimento. 8 squadre inglesi nella top 20 con il Leicester che finalizza il suo anno d'oro arrivando al ventesimo posto. Lo United beneficia del nuovo accordo con Adidas (75 milioni di sterline per i prossimi 10 anni) scavalcando la coppia d'oro spagnola, Barca - Real. Il predominio continuerà anche per i prossimi anni grazie al nuovo accordo triennale (2016-2019) sui diritti tv.

2) Le prime 6 squadre della classifica hanno la percentuale dei ricavi commerciali vicina o superiore al 50% con gli incassi derivanti dai biglietti come terza voce. Ormai di sportivo i club di calcio hanno veramente poco.

3) Le prime 4 squadre (Man. Utd - Barca - Real - B. Monaco) stanno scavando un solco importante che potrebbe, nei prossimi anni, essere ancora più ampio. 

4) Proprio in virtù dei punti 2 e 3 la Juventus dovrà compiere uno sforzo incredibile per non rimanere impantanata nella "terra di mezzo" (dal 5 al 10 posto) cercando di sfondare nel settore commerciale, unica via per cercare di ridurre il gap.

5) Incredibile come l'Altletico Madrid che fattura "solo" 228 milioni abbia fatto 2 finali di CL negli ultimi 3 anni. Complimenti davvero. 

6) Sono contento del calo del PSG che lo reputo, alla pari del Manchester City, un male per il calcio mondiale. Due squadre dal poco blasone, pompate dai petro-dollari arabi.

7) A parte la Juventus il calcio italiano è messo male. Roma, Milan ed Inter sono in affanno mentre il Napoli ha un potere economico irrilevante. All'orizzonte non si vedono progetti di nuovi stadi nè tantomeno le riforme per riportare la Serie A ai fasti di un tempo.

8) Singolare come lo Zenit abbia il 74% del proprio fatturato derivante da accordi commerciali. Il governo di Putin credo lo stia tenendo competitivo.

venerdì 20 gennaio 2017

Football Money League 2016

Puntuale come ogni anno (siamo alla 21esima edizione) arriva il Football Money League, report Deloitte sui fatturati delle principali squadre europee.

Situazione Generale
Nel 2016, per la prima volta, ben tre squadre hanno superato i 500 milioni di fatturato: Real Madrid, Barcelona e Manchester United. Nella Top 20 spicca la continua scalata del PSG, ora quarto, i cali di Bayern, Milan ed Inter e le entrate della Roma e del West Ham. La Premier League si conferma il campionato con il più alto numero di squadre competitive (ben 9 squadre nei primi 20 posti) mentre la Liga ha semplicemente Barcelona e Real Madrid che fatturano insieme 1 miliardo di euro. La nostra Serie A, nel complesso arranca. Se la Juventus continua al sua rincorsa ai primi posti, le squadre milanesi confermano il trend negativo degli ultimi anni perdendo decisamente competitività, con la sola Roma che da segnali di crescita. Il Napoli, oramai top club italiano, non riesce a fatturate più di Swansea e Sunderland attestandosi al trentesimo posto.

La Juventus e la sua rincorsa
Da buon tifoso bianconero proverò ad analizzare lo stato dei conti non dal punto di vista strettamente finanziario (non ne ho le competenze) ma più da quello strategico/previsionale per cercare di capire quali siano i margini di crescita per i prossimi anni. Innanzitutto si conferma la crescita del fatturato, passato da 279 milioni a 323 milioni. Crescere del 19% in un anno non è uno scherzo soprattutto se continui a rimanere competitivo sia in Italia (Scudetto e Coppa Italia) sia in Champions League (uscita agli ottavi con il Bayern Monaco). I dati del report confermano lo squilibrio delle entrate verso i diritti tv con solo il 23% dei ricavi dal settore commerciale. E' in quest'ottica che dobbiamo vedere la svolta da stemma a logo di qualche giorno fa: la Juventus vuole (e deve) crescere pesantemente in questa voce se vuole rimanere veramente competitiva con il resto della concorrenza europea. Faccio notare che anche nel settore social media c'è moltissimo da lavorare: la Juve nel rapporto ricavi/followers è ultima, per distacco, confrontandola con le altre prime nove squadre. I followers dei tre principali social media, sono ancora troppo pochi e questo è un segnale inequivocabile che il brand Juventus non è ancora così conosciuto nel mondo. I numeri sopra esposti confermano inequivocabilmente (semmai che ne fosse stato bisogno) che bisogna fare molto bene nella Champions League veicolo indispensabile per aumentare appeal e blasone. La cosa confortante è che la Società sembra avere le idee molto chiare sulla strategia da intraprendere e speriamo che i risultati dei prossimi anni le diano ragione.

Le altre big d'Europa
E' sempre doveroso analizzare i nostri principali avversari per capire il loro stato di salute e che margini possiamo avere su di loro. Ho sempre pensato che PSG e Manchester City siano due bellissime anomalie finanziarie che presto o tardi (c'è chi dice dopo il mondiale del Qatar 2022) torneranno ad una dimensione più contenuta. Lo dico perchè questi due club non hanno una storia sportiva minimamente paragonabile ai top club europei oltre ad avere un deficit di tifosi notevole. Le tre regine si confermano Real Madrid, Barcelona e Manchester United ma con le prime due che hanno anche un impianto di squadra molto forte a differenza dei "Red Devils" che faticano a tornare ai vertici sportivi. Per cui il nostro sguardo deve rimanere puntato sulle due squadre spagnole. Mi ha sorpreso notevolemente il calo del Bayern Monaco ma ancor di più dal calo degli introiti nel settore commericale (5%). Il Bayern è stato un modello di gestione economico/sportiva ed il Presidente Agnelli lo ha sempre preso come base per la strategia bianconera. Nel breve periodo non vedo possibilità concrete di scalare posizione nella classifica visto il distacco dalle altre squadre.

Effetto Brexit
Da pochi giorni sappiamo che l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sarà piuttosto dura e traumatica. Il Premier Teresa May ha scelto la strada della "Hard Brexit" e questo potrebbe cambiare i rapporti di forza nel calcio europeo. L'impatto della Brexit potrebbe avvenire soprattutto sui giocatori europei che fra poco diventerano "stranieri" e quindi soggetti a restrizioni. Se i migliori giocatori non potranno liberamente a giocare nella Premier League, il campionato inglese perderà il suo appeal rinforzando i campionati di Germania, Italia, Spagna e Francia. L'effetto a catena porterà un decremento degli investimenti stranieri e in ultimo un calo dei fatturati (consiglio di leggere questo articolo della CNN).

Nell'immediato futuro non ci saranno forti scossoni ma fra cinque anni l'effetto congiunto mondiale in Qatar e Brexit porebbe cambiare notevolmente lo scenario del calcio europeo avvicinando la Juventus al gotha economico che oggi sembra una chimera irraggiungibile.

mercoledì 18 gennaio 2017

La rivoluzione della Juventus: da Stemma a Logo

Il 2006 è stato l'anno zero per il popolo bianconero, uno spartiacque storico che ha azzerato la società Juventus sia dal punto di vista sportivo che dal quello economico.

Il primo step della rinascita juventina è stato quello di creare una società forte e competente che potesse riportare il club ad essere competitivo dal punto di vista sportivo e quindi attrarre nuovi campioni. Dopo cinque Scudetti consecutivi, due Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane ed una finale di Champions League certificano che la Juve ha raggiunto pienamente questo obiettivo.

La grande sfida che attende il Presidente Andrea Agnelli ed i suoi collaboratori, per i prossimi anni, sarà quella economica. La Juventus, nella stagione 2015-16, ha fatturato 380 milioni una cifra sì in crescita ma che denota un forte sbilanciamento sul fronte delle entrate. Il fatturato dipende moltissimo dai diritti tv (55%) con il settore commerciale che è ancora poco sfruttato (24%) che risulta il vero punto debole del business model della società torinese. Per far capire meglio di cosa stiamo parlando basti pensare che il Milan (oggettivamente fermo da anni a livello societario) riesce ad ottenere ricavi commerciali pari a 82,75 milioni contro i 53,76 milioni della Juventus.

Se allarghiamo il discorso al confronto con i fatturati dei topo club europei la Juventus è decima ma si trova in quella "terra di mezzo" che rischia di farle perdere terreno prezioso rispetto alla concorrenza. Ci sono quasi 200 milioni di fatturato da recuperare da Manchester United, Barcelona e Real Madrid.

La sfida, quindi, è proprio quella di crescere nel settore commerciale che ha enormi margini di miglioramento e per farlo era necessario cambiera strategia, cambiare pelle, cambiare il proprio stemma. Direi che la parola stemma ce la dobbiamo dimenticare perchè la Juventus ha inaugurato, nel calcio, il concetto di Logo (qui la splendida spiegazione tecnica). Un logo si differenzia da uno stemma perchè il primo denota un'azienda mentre il secondo richiama esclusivamente la società sportiva. Può sembrare una differenza piccola ma in realtà è un cambio di approccio culturale copernicano. La Juventus è diventata un'azienda sportiva, al pari di Adidas e Nike ma con la differenza che possiede una team calcistico professionistico di altissimo livello.

Prima di dire se è bello oppure no, ogni tifoso dovrebbe chiedersi se questo logo trasmette quel concetto di azienda sportiva che la Juve vuole essere nel prossimo futuro. Per me assolutamente sì e l'ho capito quando ho visto il nuovo logo sulle t-shirt e sui gioielli. La J è perfetta per sfondare nei settori abbigliamento e gioielli perchè è impersonale, non richiama ossessivamente lo sport ed anche un tifoso non juventino potrebbe indossarla. In altre parole, stai allargando il tuo potenziale bacino di clienti semplicemente cambiano il tuo marchio, rendendolo più semplice e più elegante.

La Juventus ha anticipato tutta la concorrenza europea prendendosi certamente dei rischi ma sapendo anche che i (potenziali) vantaggi le avrebbero consentito di ridurre il gap di fatturato in tempi relativamente brevi. Sono davvero curioso di vedere se qualche altro top club seguirà la strada del logo bianconero. Se ciò dovesse accadere sarebbe un'ulteriore conferma della lungimiranza della Società che sta operando in perfetta armonia con il periodo sportivo che stiamo vivendo.

Dal 1 Luglio 2017 capiremo se questa J riuscirà a far crescere a livello mondiale la visibilità della Juventus e solo i dati di vendita potranno confermarcelo. Se il bungiorno si vede dal mattino, il nuovo logo ha fatto incrementare del 4% il valore complessivo della Società.

Infine è divertente confrontare le reazioni della stampa italiana con quella estera. I giornali nostrani hanno dato più risalto all'aspetto gossipparo e cazzaro non approfondendo minimamente i motivi che hanno portato a questo cambio così netto e per certi versi rivoluzionario. Di contro, aldilà delle Alpi, giungono notevoli apprezzamenti che spingono la Juventus sempre più verso una dimensione europea non ancorata più alle logiche campanilistiche del calcio italiano.

Pubblicità vs Lettori

Navigando su blog e siti di notizie, sto notando che sempre più spesso vengono implementati i controlli che verificano se si ha installato, sul proprio browser, un qualche addon che blocchi la pubblicità (banner, sfondi, pop-up e video, etc etc).

Dunque con un qualsiasi addon anti-pubblicità installato, il titolare del sito ti avvisa di disabilitarlo, impedendoti la lettura dei suoi contenuti. Ma è giusto che ci siano queste limitazioni?

In linea di principio sì, ogni proprietario ha la massima libertà di decidere la propria "linea editoriale". Tutti coloro che decidano per questa misura estrema vogliono guadagnare dai loro contenuti e la pubblicità è l'unico modo con cui intendono farlo. Questo approccio, purtroppo, fa nascere naturalmente uno scontro tra chi scrive gli articoli e chi li legge. Tutte le persone che vogliono leggere contenuti senza dover sorbirsi pubblicità più o meno aggressiva sono considerate dei "ladri" e quindi non meritevoli di accedervi. Per accedervi devono stare alle regole dello padrone di casa senza se e senza ma. Il rapporto di fiducia vien quindi meno con il grosso rischio di perdere lettori e possibilità di averne nuovi. Certo, alcune persone toglieranno il filtro ma dal mio punto di vista non è accettabile.

Da lettore, ormai la pubblicità sul web è diventata invasiva ed impicciona della mia privacy e quindi la voglio bloccare nel modo più definitivo possibile. Personalmente quando navigo in siti che mi bloccano chiudo la scheda e li dimentico. Per guadagnare da un sito si può fare anche a meno di infarcirlo di banner e video essendoci altri metodi come ad esempio la donazione tramite Paypal.

Se mi tratti fin da subito come una persona non gradita solo perché non amo vedere la tua pubblicità che, molto probabilmente, reclamizzerà prodotti che mai comprerò non meriti la mia fiducia, il mio tempo né tanto meno la mia pubblicità (gratuita) a leggerti.

martedì 3 gennaio 2017

Comprare da rivenditori cinesi: la mia esperienza

Premessa: Questo post vuole solo essere un resoconto della mia esperienza personale di acquisto da rivenditori cinesi.

Come regalo di Natale volevo acquistare due smartphone Xiaomi Mi 4c e mi sono fatto ingolosire dalle offerte online di alcuni dei più noti rivenditori cinesi. La scelta dei rivenditori è caduta principalmente su tre nomi: GeekBuying - GearBest - Efox. Come sempre ho fatto una breve ricerca su blog e forum specializzati sull'affidiabilità e sui tempi di consegna ed i giudizi erano molto contrastanti: per alcuni il servizio era eccellente e rapido per altri un vero incubo. Siccome i prezzi offerti erano decisamente convenienti ho chiesto anche ad alcuni miei colleghi che mi hanno consigliato di comprarli su Efox in virtù di loro acquisti precedentemente fatti (sempre di smartphone).

Prezzo
Su Efox lo Xiaomi Mi 4c era venduto a 112,87 euro l'uno, prezzo decisamente invitante rispetto alla concorrenza.

Pagamento
Il sito accetta tutti i tipi di pagamento ma ho preferito utilizzare il buon caro Paypal per avere una maggiore sicurezza di rimborso in caso di mancata ricezione (aprendo la contestazione).

Tipo di spedizione
Quando si acquista un qualsiasi prodotto su Efox il metodo di spedizione standard è la posta aerea. Tutti, ma proprio tutti, sconsigliano vivamente di utilizzarla perchè è priva di tracciatura. Proprio per questi feedback negativi ho scelto di utilizzare la spedizione con corriere DHL che mi è costata altri 17,49 euro. Sono stati soldi spesi più che bene in quanto ho sempre tenuto sotto controllo la spedizione del pacco grazie alla tracciatura online di DHL.

Assicurazione
Uno dei grandi dilemmi di quando si acquista online dalla Cina è se fare o meno l'assicurazione per il rimborso dei dazi doganali. In generale i dazi doganali dovrebbero essere sempre pagati ma per pacchi piccoli la dogana chiude un occhio. Per evitare rotture di scatole ho preferito di farla, pagando ulteriormente 22,57 euro.

Dazi Doganali
Nel mio caso sono stato "sfortunato" in quanto ho dovuto pagare 37,30 euro di dazi. Il pagamento l'ho fatto attraverso il sito di DHL che mi aveva prontamente avvisato qualche giorno prima della consegna con un sms con tutte le istruzioni del caso. Ricordo che è fondamentale pagare prima i dazi della consegna e stampare la ricevuta e consegnarla al corriere.

Rimborso
Ho scritto al servizio clienti di Efox per capire come ottenere il rimborso dei dazi. Ad oggi non ho ancora ricevuto nessuna risposta. Dalle esperienze di altre persone credo che bisognerà insistere parecchio nelle email per poter ottenere il rimborso.

Tempi di cosegna
L'ordine l'ho fatto il 1 dicembre 2016. I tempi di consegna previsti andavano dai 3 ai 7 giorni ma si sono rivelati ben più lunghi. Il pacco è stato spedito il 18 dicembre per arrivare a casa il 21 dicembre. Per cui ci sono voluti ben 20 giorni per avere due smartphone.

Pacco
Le due scatole dei Xiaomi erano avvolte da un semplicissimo nastro protettivo e nulla più. A dispetto della scarsa cura nel confezionamento le due scatole non presentavano segni di usura o danneggiamento. Qualora riscontriate dei danneggiamenti vi rimando alle regole sulla restituzione.

Prodotto
In ogni scatola ho trovato lo smartphone, le istruzioni (in cinese), il cavetto usb, il carica batteria con presa cinese ed il suo adattatore. Una volta accesso l'Mi 4C era già impostato sulla lingua italiana (molto apprezzato) con una batteria al 20%. Consiglio di eseguire le prime impostazioni di base del cellulare e poi lasciarlo in carica per controllare che tutto funzioni correttamente.
In conclusione i miei consigli se volete comprare da un rivenditore cinese sono i seguenti:

- utilizzate sempre e solo Paypal in modo da avere maggiore sicurezza di rimborso qualora qualcosa andasse storto (mancato invio, merce difettosa, etc etc).
- evitate la spedizione area standard perchè è priva di tracciatura optando per un corriere privato
- fatevi un assicurazione se il costo dell'acquisto è dai 100 euro in su perchè i dazi doganali sono sempre in agguato