domenica 22 gennaio 2017

Juventus vs Lazio in 10 punti

1) E' ufficiale ad Allegri gli sono girate le palle. Vara un 4-2-3-1 tutto tecnica mettendo in campo comtemporaneamente: Pjanic - Cuadrado - Dybala - Higuain - Mandzukic. Chi coprirà? Domanda superflua visto il totale dominio della partita. Mai dare del "cagone" al Mister.

2) E' un periodo un pò così per Dybala. Goal magnifici alternati ad altri goal facili facili mangiati con altrettanta naturalezza. Intanto prolungamento del contratto al 2021.

3) Zitto Zitto il buon Pjanic oggi ha dettato i tempi della squadra da vero regista. 96% di passaggi completati, migliore in campo come valutazione complessiva (8.1). Il periodo di rodaggio sembra oramai finito. Indispensabile.

4) La difesa a 3 mi sembra che stia andando velocemente in pensione o per lo meno verrà utilizzata molto meno. La squadra sta acquisendo certezza con i 4 dietro ed è giusto insistere su questa nuova disposizione.

5) L'intesa tra Higuain e Dybala sta salendo di livello. Oggi combinazioni niente male che per un pelo non hanno portato al goal. Da HD a SuperHD.

6) Asamoah giocatore finito? Dalle ultime due prestazioni sembra invece l'esatto contrario (ottima alternativa ad Alex Sandro). Kolasinac serve veramente?

7) Pjaca a me piace tantissimo, ha tecnica, velocità, dribbling naturale ma spero per noi che non sia il nuovo Boksic. Oggi due goal belli fatti, falliti clamorosamente. Forza Alen, ehm Marko.

8) Consigli per gli acquisti: Sergej Milinkovic-Savic classe '95 a me piace molto e potrebbe essere la mezz'ala che stiamo cercando. Unico problema: trattare con Lotito.

9) Mandzukic è il classico attaccante che ogni allenatore sogna: corsa, dedizione, sportellate, sponde per i compagni ed i suoi 10 goal a campionato. Vedrete, li farà.

10) 27esima vittoria consecutiva in casa. Sticazzi.

sabato 21 gennaio 2017

Football Money League 2017

Nel post precedente ho "analizzato" i dati dell'edizione precedente non accorgendomi  che è uscito il Football Money League 2017.

Diciamo che tendenzialmente i pensieri che ho espresso per il 2016, più o meno sono confermati per il 2017 anche se il Manchester United ha preso la testa della classifica dei fatturati con 689 milioni di euro.

Per chi volesse approfondire tecnicamente la lettura del rapporto Deloitte vi rimando a questo articolo di Benedetto Minerva.

In breve, provo a dire la mia anche per questa edizione:

1) La English Premier League rimane, per distacco, il campionato più ricco e di riferimento. 8 squadre inglesi nella top 20 con il Leicester che finalizza il suo anno d'oro arrivando al ventesimo posto. Lo United beneficia del nuovo accordo con Adidas (75 milioni di sterline per i prossimi 10 anni) scavalcando la coppia d'oro spagnola, Barca - Real. Il predominio continuerà anche per i prossimi anni grazie al nuovo accordo triennale (2016-2019) sui diritti tv.

2) Le prime 6 squadre della classifica hanno la percentuale dei ricavi commerciali vicina o superiore al 50% con gli incassi derivanti dai biglietti come terza voce. Ormai di sportivo i club di calcio hanno veramente poco.

3) Le prime 4 squadre (Man. Utd - Barca - Real - B. Monaco) stanno scavando un solco importante che potrebbe, nei prossimi anni, essere ancora più ampio. 

4) Proprio in virtù dei punti 2 e 3 la Juventus dovrà compiere uno sforzo incredibile per non rimanere impantanata nella "terra di mezzo" (dal 5 al 10 posto) cercando di sfondare nel settore commerciale, unica via per cercare di ridurre il gap.

5) Incredibile come l'Altletico Madrid che fattura "solo" 228 milioni abbia fatto 2 finali di CL negli ultimi 3 anni. Complimenti davvero. 

6) Sono contento del calo del PSG che lo reputo, alla pari del Manchester City, un male per il calcio mondiale. Due squadre dal poco blasone, pompate dai petro-dollari arabi.

7) A parte la Juventus il calcio italiano è messo male. Roma, Milan ed Inter sono in affanno mentre il Napoli ha un potere economico irrilevante. All'orizzonte non si vedono progetti di nuovi stadi nè tantomeno le riforme per riportare la Serie A ai fasti di un tempo.

8) Singolare come lo Zenit abbia il 74% del proprio fatturato derivante da accordi commerciali. Il governo di Putin credo lo stia tenendo competitivo.

venerdì 20 gennaio 2017

Football Money League 2016

Puntuale come ogni anno (siamo alla 21esima edizione) arriva il Football Money League, report Deloitte sui fatturati delle principali squadre europee.

Situazione Generale
Nel 2016, per la prima volta, ben tre squadre hanno superato i 500 milioni di fatturato: Real Madrid, Barcelona e Manchester United. Nella Top 20 spicca la continua scalata del PSG, ora quarto, i cali di Bayern, Milan ed Inter e le entrate della Roma e del West Ham. La Premier League si conferma il campionato con il più alto numero di squadre competitive (ben 9 squadre nei primi 20 posti) mentre la Liga ha semplicemente Barcelona e Real Madrid che fatturano insieme 1 miliardo di euro. La nostra Serie A, nel complesso arranca. Se la Juventus continua al sua rincorsa ai primi posti, le squadre milanesi confermano il trend negativo degli ultimi anni perdendo decisamente competitività, con la sola Roma che da segnali di crescita. Il Napoli, oramai top club italiano, non riesce a fatturate più di Swansea e Sunderland attestandosi al trentesimo posto.

La Juventus e la sua rincorsa
Da buon tifoso bianconero proverò ad analizzare lo stato dei conti non dal punto di vista strettamente finanziario (non ne ho le competenze) ma più da quello strategico/previsionale per cercare di capire quali siano i margini di crescita per i prossimi anni. Innanzitutto si conferma la crescita del fatturato, passato da 279 milioni a 323 milioni. Crescere del 19% in un anno non è uno scherzo soprattutto se continui a rimanere competitivo sia in Italia (Scudetto e Coppa Italia) sia in Champions League (uscita agli ottavi con il Bayern Monaco). I dati del report confermano lo squilibrio delle entrate verso i diritti tv con solo il 23% dei ricavi dal settore commerciale. E' in quest'ottica che dobbiamo vedere la svolta da stemma a logo di qualche giorno fa: la Juventus vuole (e deve) crescere pesantemente in questa voce se vuole rimanere veramente competitiva con il resto della concorrenza europea. Faccio notare che anche nel settore social media c'è moltissimo da lavorare: la Juve nel rapporto ricavi/followers è ultima, per distacco, confrontandola con le altre prime nove squadre. I followers dei tre principali social media, sono ancora troppo pochi e questo è un segnale inequivocabile che il brand Juventus non è ancora così conosciuto nel mondo. I numeri sopra esposti confermano inequivocabilmente (semmai che ne fosse stato bisogno) che bisogna fare molto bene nella Champions League veicolo indispensabile per aumentare appeal e blasone. La cosa confortante è che la Società sembra avere le idee molto chiare sulla strategia da intraprendere e speriamo che i risultati dei prossimi anni le diano ragione.

Le altre big d'Europa
E' sempre doveroso analizzare i nostri principali avversari per capire il loro stato di salute e che margini possiamo avere su di loro. Ho sempre pensato che PSG e Manchester City siano due bellissime anomalie finanziarie che presto o tardi (c'è chi dice dopo il mondiale del Qatar 2022) torneranno ad una dimensione più contenuta. Lo dico perchè questi due club non hanno una storia sportiva minimamente paragonabile ai top club europei oltre ad avere un deficit di tifosi notevole. Le tre regine si confermano Real Madrid, Barcelona e Manchester United ma con le prime due che hanno anche un impianto di squadra molto forte a differenza dei "Red Devils" che faticano a tornare ai vertici sportivi. Per cui il nostro sguardo deve rimanere puntato sulle due squadre spagnole. Mi ha sorpreso notevolemente il calo del Bayern Monaco ma ancor di più dal calo degli introiti nel settore commericale (5%). Il Bayern è stato un modello di gestione economico/sportiva ed il Presidente Agnelli lo ha sempre preso come base per la strategia bianconera. Nel breve periodo non vedo possibilità concrete di scalare posizione nella classifica visto il distacco dalle altre squadre.

Effetto Brexit
Da pochi giorni sappiamo che l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sarà piuttosto dura e traumatica. Il Premier Teresa May ha scelto la strada della "Hard Brexit" e questo potrebbe cambiare i rapporti di forza nel calcio europeo. L'impatto della Brexit potrebbe avvenire soprattutto sui giocatori europei che fra poco diventerano "stranieri" e quindi soggetti a restrizioni. Se i migliori giocatori non potranno liberamente a giocare nella Premier League, il campionato inglese perderà il suo appeal rinforzando i campionati di Germania, Italia, Spagna e Francia. L'effetto a catena porterà un decremento degli investimenti stranieri e in ultimo un calo dei fatturati (consiglio di leggere questo articolo della CNN).

Nell'immediato futuro non ci saranno forti scossoni ma fra cinque anni l'effetto congiunto mondiale in Qatar e Brexit porebbe cambiare notevolmente lo scenario del calcio europeo avvicinando la Juventus al gotha economico che oggi sembra una chimera irraggiungibile.

mercoledì 18 gennaio 2017

La rivoluzione della Juventus: da Stemma a Logo

Il 2006 è stato l'anno zero per il popolo bianconero, uno spartiacque storico che ha azzerato la società Juventus sia dal punto di vista sportivo che dal quello economico.

Il primo step della rinascita juventina è stato quello di creare una società forte e competente che potesse riportare il club ad essere competitivo dal punto di vista sportivo e quindi attrarre nuovi campioni. Dopo cinque Scudetti consecutivi, due Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane ed una finale di Champions League certificano che la Juve ha raggiunto pienamente questo obiettivo.

La grande sfida che attende il Presidente Andrea Agnelli ed i suoi collaboratori, per i prossimi anni, sarà quella economica. La Juventus, nella stagione 2015-16, ha fatturato 380 milioni una cifra sì in crescita ma che denota un forte sbilanciamento sul fronte delle entrate. Il fatturato dipende moltissimo dai diritti tv (55%) con il settore commerciale che è ancora poco sfruttato (24%) che risulta il vero punto debole del business model della società torinese. Per far capire meglio di cosa stiamo parlando basti pensare che il Milan (oggettivamente fermo da anni a livello societario) riesce ad ottenere ricavi commerciali pari a 82,75 milioni contro i 53,76 milioni della Juventus.

Se allarghiamo il discorso al confronto con i fatturati dei topo club europei la Juventus è decima ma si trova in quella "terra di mezzo" che rischia di farle perdere terreno prezioso rispetto alla concorrenza. Ci sono quasi 200 milioni di fatturato da recuperare da Manchester United, Barcelona e Real Madrid.

La sfida, quindi, è proprio quella di crescere nel settore commerciale che ha enormi margini di miglioramento e per farlo era necessario cambiera strategia, cambiare pelle, cambiare il proprio stemma. Direi che la parola stemma ce la dobbiamo dimenticare perchè la Juventus ha inaugurato, nel calcio, il concetto di Logo (qui la splendida spiegazione tecnica). Un logo si differenzia da uno stemma perchè il primo denota un'azienda mentre il secondo richiama esclusivamente la società sportiva. Può sembrare una differenza piccola ma in realtà è un cambio di approccio culturale copernicano. La Juventus è diventata un'azienda sportiva, al pari di Adidas e Nike ma con la differenza che possiede una team calcistico professionistico di altissimo livello.

Prima di dire se è bello oppure no, ogni tifoso dovrebbe chiedersi se questo logo trasmette quel concetto di azienda sportiva che la Juve vuole essere nel prossimo futuro. Per me assolutamente sì e l'ho capito quando ho visto il nuovo logo sulle t-shirt e sui gioielli. La J è perfetta per sfondare nei settori abbigliamento e gioielli perchè è impersonale, non richiama ossessivamente lo sport ed anche un tifoso non juventino potrebbe indossarla. In altre parole, stai allargando il tuo potenziale bacino di clienti semplicemente cambiano il tuo marchio, rendendolo più semplice e più elegante.

La Juventus ha anticipato tutta la concorrenza europea prendendosi certamente dei rischi ma sapendo anche che i (potenziali) vantaggi le avrebbero consentito di ridurre il gap di fatturato in tempi relativamente brevi. Sono davvero curioso di vedere se qualche altro top club seguirà la strada del logo bianconero. Se ciò dovesse accadere sarebbe un'ulteriore conferma della lungimiranza della Società che sta operando in perfetta armonia con il periodo sportivo che stiamo vivendo.

Dal 1 Luglio 2017 capiremo se questa J riuscirà a far crescere a livello mondiale la visibilità della Juventus e solo i dati di vendita potranno confermarcelo. Se il bungiorno si vede dal mattino, il nuovo logo ha fatto incrementare del 4% il valore complessivo della Società.

Infine è divertente confrontare le reazioni della stampa italiana con quella estera. I giornali nostrani hanno dato più risalto all'aspetto gossipparo e cazzaro non approfondendo minimamente i motivi che hanno portato a questo cambio così netto e per certi versi rivoluzionario. Di contro, aldilà delle Alpi, giungono notevoli apprezzamenti che spingono la Juventus sempre più verso una dimensione europea non ancorata più alle logiche campanilistiche del calcio italiano.

Pubblicità vs Lettori

Navigando su blog e siti di notizie, sto notando che sempre più spesso vengono implementati i controlli che verificano se si ha installato, sul proprio browser, un qualche addon che blocchi la pubblicità (banner, sfondi, pop-up e video, etc etc).

Dunque con un qualsiasi addon anti-pubblicità installato, il titolare del sito ti avvisa di disabilitarlo, impedendoti la lettura dei suoi contenuti. Ma è giusto che ci siano queste limitazioni?

In linea di principio sì, ogni proprietario ha la massima libertà di decidere la propria "linea editoriale". Tutti coloro che decidano per questa misura estrema vogliono guadagnare dai loro contenuti e la pubblicità è l'unico modo con cui intendono farlo. Questo approccio, purtroppo, fa nascere naturalmente uno scontro tra chi scrive gli articoli e chi li legge. Tutte le persone che vogliono leggere contenuti senza dover sorbirsi pubblicità più o meno aggressiva sono considerate dei "ladri" e quindi non meritevoli di accedervi. Per accedervi devono stare alle regole dello padrone di casa senza se e senza ma. Il rapporto di fiducia vien quindi meno con il grosso rischio di perdere lettori e possibilità di averne nuovi. Certo, alcune persone toglieranno il filtro ma dal mio punto di vista non è accettabile.

Da lettore, ormai la pubblicità sul web è diventata invasiva ed impicciona della mia privacy e quindi la voglio bloccare nel modo più definitivo possibile. Personalmente quando navigo in siti che mi bloccano chiudo la scheda e li dimentico. Per guadagnare da un sito si può fare anche a meno di infarcirlo di banner e video essendoci altri metodi come ad esempio la donazione tramite Paypal.

Se mi tratti fin da subito come una persona non gradita solo perché non amo vedere la tua pubblicità che, molto probabilmente, reclamizzerà prodotti che mai comprerò non meriti la mia fiducia, il mio tempo né tanto meno la mia pubblicità (gratuita) a leggerti.

martedì 3 gennaio 2017

Comprare da rivenditori cinesi: la mia esperienza

Premessa: Questo post vuole solo essere un resoconto della mia esperienza personale di acquisto da rivenditori cinesi.

Come regalo di Natale volevo acquistare due smartphone Xiaomi Mi 4c e mi sono fatto ingolosire dalle offerte online di alcuni dei più noti rivenditori cinesi. La scelta dei rivenditori è caduta principalmente su tre nomi: GeekBuying - GearBest - Efox. Come sempre ho fatto una breve ricerca su blog e forum specializzati sull'affidiabilità e sui tempi di consegna ed i giudizi erano molto contrastanti: per alcuni il servizio era eccellente e rapido per altri un vero incubo. Siccome i prezzi offerti erano decisamente convenienti ho chiesto anche ad alcuni miei colleghi che mi hanno consigliato di comprarli su Efox in virtù di loro acquisti precedentemente fatti (sempre di smartphone).

Prezzo
Su Efox lo Xiaomi Mi 4c era venduto a 112,87 euro l'uno, prezzo decisamente invitante rispetto alla concorrenza.

Pagamento
Il sito accetta tutti i tipi di pagamento ma ho preferito utilizzare il buon caro Paypal per avere una maggiore sicurezza di rimborso in caso di mancata ricezione (aprendo la contestazione).

Tipo di spedizione
Quando si acquista un qualsiasi prodotto su Efox il metodo di spedizione standard è la posta aerea. Tutti, ma proprio tutti, sconsigliano vivamente di utilizzarla perchè è priva di tracciatura. Proprio per questi feedback negativi ho scelto di utilizzare la spedizione con corriere DHL che mi è costata altri 17,49 euro. Sono stati soldi spesi più che bene in quanto ho sempre tenuto sotto controllo la spedizione del pacco grazie alla tracciatura online di DHL.

Assicurazione
Uno dei grandi dilemmi di quando si acquista online dalla Cina è se fare o meno l'assicurazione per il rimborso dei dazi doganali. In generale i dazi doganali dovrebbero essere sempre pagati ma per pacchi piccoli la dogana chiude un occhio. Per evitare rotture di scatole ho preferito di farla, pagando ulteriormente 22,57 euro.

Dazi Doganali
Nel mio caso sono stato "sfortunato" in quanto ho dovuto pagare 37,30 euro di dazi. Il pagamento l'ho fatto attraverso il sito di DHL che mi aveva prontamente avvisato qualche giorno prima della consegna con un sms con tutte le istruzioni del caso. Ricordo che è fondamentale pagare prima i dazi della consegna e stampare la ricevuta e consegnarla al corriere.

Rimborso
Ho scritto al servizio clienti di Efox per capire come ottenere il rimborso dei dazi. Ad oggi non ho ancora ricevuto nessuna risposta. Dalle esperienze di altre persone credo che bisognerà insistere parecchio nelle email per poter ottenere il rimborso.

Tempi di cosegna
L'ordine l'ho fatto il 1 dicembre 2016. I tempi di consegna previsti andavano dai 3 ai 7 giorni ma si sono rivelati ben più lunghi. Il pacco è stato spedito il 18 dicembre per arrivare a casa il 21 dicembre. Per cui ci sono voluti ben 20 giorni per avere due smartphone.

Pacco
Le due scatole dei Xiaomi erano avvolte da un semplicissimo nastro protettivo e nulla più. A dispetto della scarsa cura nel confezionamento le due scatole non presentavano segni di usura o danneggiamento. Qualora riscontriate dei danneggiamenti vi rimando alle regole sulla restituzione.

Prodotto
In ogni scatola ho trovato lo smartphone, le istruzioni (in cinese), il cavetto usb, il carica batteria con presa cinese ed il suo adattatore. Una volta accesso l'Mi 4C era già impostato sulla lingua italiana (molto apprezzato) con una batteria al 20%. Consiglio di eseguire le prime impostazioni di base del cellulare e poi lasciarlo in carica per controllare che tutto funzioni correttamente.
In conclusione i miei consigli se volete comprare da un rivenditore cinese sono i seguenti:

- utilizzate sempre e solo Paypal in modo da avere maggiore sicurezza di rimborso qualora qualcosa andasse storto (mancato invio, merce difettosa, etc etc).
- evitate la spedizione area standard perchè è priva di tracciatura optando per un corriere privato
- fatevi un assicurazione se il costo dell'acquisto è dai 100 euro in su perchè i dazi doganali sono sempre in agguato