martedì 28 febbraio 2017

Juventus vs Empoli in 10 punti

1) I giornalisti (tali o presunti) non ci azzeccano mai sulla formazione. Puntavano molto sull'esclusione di Marchisio (con polemiche già pronte) invece nulla, c'era pure Bonucci. Che sfiga.

2) E' tornato il Dani Alves che conoscevamo. Corsa, inserimenti verso il centro, cross, personalità. Ricambia l'assist di settimana scorsa ad Alex Sandro, attendiamo balletti social.

3) Marchisio è ancora indietro di condizione e di tempi di gioco, sbaglia controlli e qualche passaggio ma è pur sempre il nostro principino. Coccole infinite.

4) Quando c'è da far casino tatticamente il buon Cuadrado non lo batte nessuno. Solite due o tre situazioni che potevano essere gestite meglio e l'assist per Mandzukic era un tiro sbagliato. Entropia.

5) Higuain era in versione assist-man. Stupenda la palla per Mandzukic che viene (sciaguratamente) sbagliata. Lo preferisco più in area ma con l'Empoli va bene tutto, anche che non segni.

6) Sul finire della stagione lo Sturaro inizia a mettere su partite e condizione. Non sarà un granchè tecnicamente ma la sua presenza di sente sempre e poi a sinistra è da pura confusione tattica che comunque da un senso alla squadra. Tuttocampista.

7) Settimo goal stagionale per il giocatore più amato dal popolo juventino. Il Manzo non delude mai, corsa, grinta, goal sbagliati, colpi di tacco. Erede di Nedved.

8) Brutto vedere lo Juventus Stadium mezzo vuoto. Ok era una partita di poco conto, tra tre giorni c'è la Coppa Italia ma un pò più di sostegno non guasta mai.

9) Ho sempre più la certezza che Mario Lemina se ne andrà via a giugno più per problemi comportamentali che sportivi. Ormai è l'ultimo centrocampista della rosa. Fantasma.

10) Altra serata da spettatore per Neto. Lo sveglia solo un tiro di Josè Mauri ma è una puntura.

venerdì 24 febbraio 2017

L'aborto della laicità

Ci risiamo. E' dal 1978, quando fu approvata la legge 194 per garantire la tutela della maternità e dell'interruzione di gravidanza che il mondo "cattolico" l'ha sempre osteggiato con ogni mezzo. Negli anni lo strumento più utilizzato è stato quello dell'obiezione di coscienza. Molti medici non praticano l'aborto, facendone una questione di coscienza e moralità. Ci sarebbe da discutere se sia compatibile con la professione di medico ma a me interessa che ogni cittadino, ma soprattutto ogni donna, abbia il sacrosanto diritto di andare in una qualsiasi struttura ospedaliera a praticare l'aborto. Questa si chiama laicità dello Stato che ogni giorno viene calpestata non facendo rispettare leggi scritte ed approvate dal Parlamento.

Tutti a parlare della coscienza del medico ma nessuno (tantomeno il Ministro Lorenzin) s'interroga su quale sia lo stato d'animo di una donna che prende una delle decisioni più dolorose della propria vita. Le donne non vanno sorridendo ad abortire, vanno con la tristezza e la paura di chi sa che perderà una vita. Uno Stato serio e non medioevale dovrebbe non giudicarle ma aiutarle in questo percorso, stringendole la mano, non facendole sentire in colpa. Mai.

Invece, nel 2017, siamo ancora a parlare di Medici obiettori e non, di concorsi da rifare solo perchè si cerca di garantire un servizio in una struttura pubblica sanitaria. L'obiettore rischia di prendere delle decisioni che io, da paziente, non sento mie, che per la mia coscienza sono giuste e corrette e che lo Stato mi ha garantito. Un Medico potrebbe impormi una sua visione della vita, come ad esempio nascondendo malattie gravi del futuro figlio semplicemente per paura che la donna (o la coppia) potrebbe ricorrere all'aborto.

Quante volte abbiamo letto di ospedali con soli medici obiettori o della discriminazione degli infermieri e medici non obiettori, prontamente segnalata dal Consigli d'Europa. Il nostro Ministro delle Sanità è palesemente a favore dell'obiezione di coscienza non mettendo il rispetto della legge sopra TUTTO e TUTTI. E' talmente inadeguata che viene persino sbugiardata dalla Bindi.

Spero proprio che il Governatore Nicola Zingaretti non indietreggi di un millimetro e garantisca il regolare svolgimento del concorso. Tra una settimana tutti si dimenticheranno anche di questa vicenda, le polemiche le porterà via il vento e questo Paese rimarrà un posto per bigotti in cui la laicità è solo un valore virtuale che è meglio non far rispettare.

Porto vs Juventus in 10 punti

1) Nuno Espirito Santo aveva previsto nell'ordine: che la Juve non avrebbe giocato con le "5 Stelle" e che Bonucci alla fine sarebbe sceso in campo. Perculato su tutta la linea. Pronto per entrare in politica (in Italia).

2) Il caso Bonucci ci ha fatto capire: a) nessuno è insostituibile, b) tutti devono seguire un codice di comportamento, c) abbiamo 5 grandi difensori centrali, d) società ed allenatore sono in perfetta sintonia, e) Allegri si è evoluto in Super Sayan Livello II.

3) Fermo restando il punto 2 non facciamo cazzate incrinando una stagione fin qui davvero perfetta. Via ego e coglioni girati, dentro orgoglio e voglia di vincere. Mica siamo i Soprano's.

4) Bisogna sempre imparare dai Presidenti che (pensano) di saperla più degli altri. Detto, fatto. A Porto sfoggiamo una #cazzimmapiemontese da far accapponare i tatuaggi persino ad Insigne.

5) I predestinati hanno sempre un momento in cui tutto cambia ed iniziano a brillare di luce propria. Marko Pjaca è uno di questi ed il suo primo goal vale doppio. Primo perché fatto in Champions League e secondo per la sua esultanza "dell'Alce". Il WWF ha già chiesto i diritti.

6) Terzino brasiliano in bianconero mi ricordava maledettamente Athirson (uno degli innumerevoli pacchi di mercato di Lucianone Moggi). Tutto è svanito alla combinazione "fascia-to-fascia" Alex-Sandro - Dani-Alves. Obrigado.

7) Per quelli "il Porto era scarso" ricordo che nelle ultime 14 partite casalinghe di CL ne aveva persa solo una. L'avversario del vicino è sempre più forte.

8) Terreno perfetto, atmosfera da brividi, musichetta che ti ricorda che non si scherza più. Questa è la Champions League, quella vera, quella che sogni e temi. E' bello esserci senza dover pensare se il tuo stadio si farà oppure no.

9) Appunto da tifoso: mai andare a vedere una partita di pallavolo, scordandovi che c'è la CL. Rischiate seriamente di stare con in mano il cellulare in attesa di una notifica push. Patetico.

10) Gli abbracci fraterni di Capitan Gigi ad altri campioni, come Iker Casillas, stanno diventando una piacevolissima tradizione. Tutto pronto per una puntata speciale di C'è Posta Per Te.

lunedì 20 febbraio 2017

Microscopici partiti comunisti


A grandi passi verso il proporzionale

Bisogna saper sempre distinguere tra i proclami e le azioni concrete e mai come nel caso delle legge elettorale la regola calza a pennello. Dopo la vittoria del NO tutti, ma proprio tutti, si sono lanciati nei proclami più disparati del "votiamo subito" non importa come, non importa con che legge elettorale ma il popolo è sovrano e deve decidere. Il mantra non aveva nessuna eleborazione razionale, non analizzava la mancanza di una legge elettorale, la situazione precaria dei conti, il nostro rapporto non idilliaco con l'UE e la nostra economia agonizzante. Finito il gennaio del chi strilla di più, tutti si sono datti una calmata ed hanno iniziato a fare qualcosa di concreto. Cosa hanno fatto? Semplicemente hanno preso atto che si andrà verso un sistema elettorale di tipo proporzionale ed hanno iniziato a spuntare come funghi nuove sigle e nuovi partiti.

Solo nell'ultimo weekend abbiamo assistito a:
  • Scissione (di fatto) del PD e nascita quindi del soggetto politico della "minoranza".
  • Fusione (a freddo) tra La Destra (Storace) ed Azione Nazionale (Alemanno) che ha generato il Movimento nazionale per la sovranità.
  • Sel non c'è più ma al suo posto è nata Sinistra Italiana
Ovviamente è solo l'inizio della profilazione dei pani e dei simboli.  Abbiamo già letto della nascita di Campo Progressista di Giuliano Pisapia (che aiuterà Renzi a drenare la perdita di voti a sinistra), di demA di Demagistris, magari Alfano e Verdini si fondono per un nuovo soggetto politico (che strizzerà l'occhio sempre al solito Renzi) ed il mondo centrista che è sempre stato foriero di nuove sigle e ammucchiamenti che sfidano il Darwinismo. I prossimi mesi saranno ricchi di annunci e congressi.
Se tutti corrono a farsi una sigla personale un motivo ci sarà non credete? La partita si giocherà non tanto sul sistema elettorale (proporzionale ci mancherebbe) ma sulla quota di sbarramento, unico vero spartiacque tra il contare ed il non contare un cazzo.
Noi poveri elettori dovremo sfogliare, alle prossime elezioni, la classica scheda chilometrica in cui troveremo tutto ed il contrario di tutto in cui sarà già un miracolo se segneremo il simbolo corretto.

Il PD, Gomorra e la Fine di un'era

Il PD è l'ultimo Partito rimasto nello scenario politico italiano. Per Partito intendo un soggetto politico tradizionale, con un segretario, una struttura gerarchica, un'assemblea, dei circoli sparsi sul territorio ed un numero consistende di iscritti con tanto di tessera annuale. I tempi cambiano velocemente ed anche l'ultimo Partito sembra non riuscire a tenere il passo, sgretolandosi ogni giorno, sempre di più. Il processo di frantumazione è iniziato con la vittoria di Matteo Renzi alle primarie, portandolo prima a capo del Partito e poco dopo a capo del Governo. Rottamare tutto e tutti, perdendo di vista la "classica vita da partito" per dedicarsi esclusivamente alla "vita di comando" fatta di incontri, annunci e decreti legge.

Il post referendum costituzionale, comunque fosse stato l'esito elettorale, avrebbe aperto le porte della "resa dei conti finale" dopo anni di punzecchiature e primi abbandoni illustri (Civati, Cofferati, D'Attorre). Matteo Renzi se la immaginava un pò diversa, da vincitore, costringendo gli scissionisti a subire una pesante umiliazione fino alla loro cacciata per acclamazione. L'ex sindado di Firenze ce lo aveva fatto intendere all'ultima Leopolda quando, tra una folla in delirio, aveva già dato il benservito a Bersani e D'Alema.

La vittoria del NO ha solo cambiato le forze in campo ma non la sostanza: Matteo Renzi è antitetico a questa struttura di PD, ne vuole un'altra fatta di "leaderismo & comizi" senza passare da una organizzazione partitocratica come quella attuale. Proprio per questo, il PD è fermo alla sua elezione a segretario, con l'organizzazione affidata al fido Orfini.

Renzi contro gli scissionisti, come in Gomorra in cui tutti cercano di ottenere la loro posizioni di rendita in cui tutto è permesso, in cui tutto è funzionale al conseguimento del risultato. La scissione avverrà in tempi e modi all'italiana, con qualche spargimento di sangue, molti scambi di accuse su chi è il colpevole senza entrare nel merito delle cose. Ci si separa perché ci si sta sul cazzo. Punto.

Renzi avrà il suo "nuovo PD" purgato dai vecchi volti della sinistra che fu, vincerà il congresso per acclamazione e ricontinuerà a fare quello che ha sempre fatto, perseguire una politica di centro dove tutto e tutti servono per arrivare a Palazzo Chigi. Non mi sorprenderebbe affatto che si presentasse alle prossime elezioni con il team Pisaspia ed il team Alfano/Verdini. Il PD diventerà una scatola vuota ad uso e consumo del suo leader, in cui dissenso e dibattito interno saranno ridotti a zero.

E gli scissionisti? Ammetto che faccio fatica ancora a capire chi siano, quanti siano e che linea politica abbiano ma soprattutto se rimarranno uniti (ne dubito fortemente). Al netto di tutto ciò, formeranno un nuovo schieramento e bisognerà capire nei prossimi mesi le loro mosse. A me personalmente sembrano quelle vecchie rockstar che si sentono ancora sulla cresta dell'onda e vogliono fare l'ultimo tour d'addio. Molto triste.

Tutta questa vicenda è stata appassionante? Nemmeno per sogno, è stata stucchevole, priva di contenuti e molto autoreferenziale che ha allontanato (semmai ce ne fosse bisogno) molti cittadini alla politica ed in questo periodo storico è una colpa molto grave.

Che ci piaccia o no la politica è diventa liquida, con partiti snelli, in cui l'appartenenza è più concettuale che pratica, in cui non esiste il radicamento sul territorio, in cui la linea politica la si detta attraverso blog o con slogan elettorali, in cui se non hai un front-man valido non conti nulla agli occhi dei più. Anche il PD si è allineato a questo "nuovo mondo" che ho paura non porterà a nulla di buono.

domenica 19 febbraio 2017

La settimana in cinque notizie

  • Anche L'Unione Europea si interroga se si giusto o meno porre un freno agli ad-blocker

  • Barca vuole che il PD cambi linea politica ma rimanendo tutti uniti.


venerdì 17 febbraio 2017

Juventus vs Palermo in 10 punti

1) Sturaro non è un ala, non è un esterno e talvolta non è nemmeno un interno di centrocampo. Ci mette la solita grinta e con il Palermo basta ed avanza.

2) Pjaca parte a destra (male) viene spostato a sinistra (benino). Corre e s'impegna per essere tatticamente sensato ma è poco lucido e confusionario. Unica perla il cross per il quasi goal di Khedira. C'è ancora molto da lavorare.

3) In questo campionato, molte partite le sblocchi per inerzia, senza volerlo nemmeno troppo e le concludi in goaleada. Dedicato a chi ama 20 squadre in A. A naso, sono pochini.

4) Punizione di Dybala alla Kevin Kostner. So Good.

5) Questa volta Allegri fa ampio uso sia del turnover che della panchina, segno evidente che anche per lui era proprio una partita-allenamento.

6) Si è partiti tranquilli e poco vogliosi e si è finito in perenne pressing. Gestione della partita impeccabile.

7) Toh chi si rivede: Mario Lemina. La buona notizia? Ha un taglio di capelli presentabile ed è la prima volta che accade. Inizio di quella  maturità che alla Juve ti richiedono? Vedremo.

8) Cuadrado fa sempre qualcosa di bello, di elettrizzante ma la porta la centra poche volte ed è un delitto per un giocatore con le sue caratteristiche tecniche.

9) Il 4-2-3-1 è ormai il modulo base, mi sorprenderebbe molto se non lo vedessimo anche contro il Porto.

10) Una abbraccio a tutti i tifosi che hanno preso freddo, visto una partita bruttina, ma che almeno sono stati ripagati con 5 goals.

Vi ho perculato ma restiamo amici

Alla Leopolda 2014 gli dava dei vecchi rincoglioniti, ora nel 2017 li ha rivalutati.

giovedì 16 febbraio 2017

BastaBufale.it: si poteva partire decisamente meglio

In questi giorni sta facendo discutere l'appello lanciato dalla Presidenza della Camera italiana e firmato dalla Presidente Laura Boldrini contro le bufale sul web. L'appello lo potete trovare sul sito BastaBufale.it in cui è anche possibile aderire, "firmando" l'appello. Ognuno si farà una propria opinione se sia una (prima) iniziativa lodevole oppure l'ennesimo buco nell'acqua.

Volevo soffermarmi sulla realizzazione tecnica del sito BastaBufale che, a mio avviso, lascia alquanto perplessi, visto che si tratta di una iniziativa ufficiale di una Istituzione Italiana.

La prima cosa che balza subito all'occhio, oltre all'appello ed alle foto dei testimonial famosi, è il form a destra che ci consente di "firmare" l'appello proposto. Leggendo qualche commento sul blog di uno dei consulenti scelti per la stesura del testo dell'appello (Attivissimo), sembra proprio che i controlli basilari sulla veridicità dei dati inseriti, come l'indirizzo email, non siano stati implementati permettendo quindi di firmare più volte con nomi inventati. In più, sul sito, non è possibile nè vedere il numero complessivo delle firme nè nell'elenco dei firmatari togliendo molta credibilità all'iniziativa.

L'informativa sulla privacy ci dice che è obbligatorio accettarla e che i dati saranno trattati da UNOONE srl titolare del sito nonchè il gestore tecnico. La questione della titolarità è alquanto nebulosa: all'inizio dell'informativa viene detto che i dati raccolti verranno gestiti dalla titolare Laura Boldrini salvo qualche paragrafo più sotto sostenere che sia proprio UNOONE il titolare.  A tal proposito ne ha parlato Antonio Amorosi de La Verità.
Se si passa alla versione in inglese (link in alto a destra, con tanto di bandiera union jack) rimangono in italiano i check box del "trattamento dei dati" ed "invio materiale informativo". Inoltre passando al link dell'informativa sulla privacy ritorniamo sulla pagina in italiano (anche se dalla formattazione del link siamo effettivamente passati alla version in inglese) ma il testo è leggermente diverso da quello che si legge nella "versione italiana".

ItalianoInglese

Speriamo che presto il sito venga migliorato e si possano vedere l'elenco dei firmatari per capire se questa iniziativa ha avuto successo o meno.

lunedì 13 febbraio 2017

Cosa mi aspetto dal Governo Trump

Ormai ha giurato, ormai è diventato il 45esimo Presidente degli Stati Uniti D'America. Donald Trump, in un certo senso, ha già vinto, è riuscito in un'impresa considerata impossibile dai più. Tantissimi analisti hanno vivisezionato le ragioni della sua vittoria dando la "colpa" alla classe media incazzosa ed alla post-verità dei social. A me interessa il presente ed i prossimi quattro anni "Made in Trump" che nel bene e nel male lasceranno un segno nelle nostre vite.

Ero molto curioso su quali fossero le persone scelte dal "palazzinaro newyorkese", soprattutto per capire se dopo gli slogan elettorali i primi atti concreti ne risultavano coerenti. Il Governo Trump ha un'eta media di circa 60 anni ed è composto quasi esclusivamente da uomini bianchi (86%). Niente di sorprendente perché per Trump, quello che chiama popolo americano, non è nient'altro che il ceto medio americano, quello degli Stati Centrali, quello che quasi mai viene rappresentato nei film e documentari. L'uomo medio americano è ancora bianco, chiuso nel suo Stato (che considera il Mondo) un po razzista che vuole che il lavoro rimanga nella sua contea, magari andando al venerdì sera al saloon con a tracolla un bel fucile mitragliatore. Forse ho esagerato con i luoghi comuni e gli stereotipi ma è quel tipo di elettore che ha fatto vincere Trump e che lui ha prontamente premiato.

Parliamoci chiaro, il sistema elettorale americano favorisce l'astensionismo e fa vincere persone come Trump che hanno preso 2 milioni di voti in meno del suo avversario. Per noi europei questa "piccola anomalia" stride e ci fa incazzare, ma per quelli nel nuovo mondo è pura normalità.

Trump è uomo "anti-sistema" che conferma inserendo ben il 45% delle persone senza nessuna esperienza governativa precedente. Se pensate che sia una piccola percentuale, vi ricordo che l'ultimo Governo Obama ne aveva solo il 13%. A parte il maggior tasso di mancanza di esperienza politica a me sembra che Trump non sia affatto contro lo status quo dell'America. Ha preso un mix di ex Wall-Street e tremendi bigotti creazionisti e l'ha sparpagliato nei vari incarichi istituzionali. Vedrete, tutte le riforme che verranno fuori saranno per tornare indietro, riportare la lancetta del tempo agli anni '80 o forse ancora più indietro.

Per cui cosa farà Trump? Indubbiamente gli USA prenderanno una deriva estremamente protezionistica che gli farà chiudere i confini ma soprattutto la voglia di conquistare il mondo (che hanno sempre avuto). La strategia economica sarà incentrata sul riportare la produzione in terra a stelle strisce, tasse per prodotti "not made in USA" e insofferenza verso persone che la pensano diversamente da te. Ovviamente tutto questo verrà finanziato facendo debito pubblico, un pò come faceva la famiglia Trump quando iniziava a costruire grattacieli su grattacieli nel boom economico. Questo ritorno al passato come prima cosa arricchirà gli Stati Centrali a discapito di  quelli delle coste con conseguente spaccamento del consenso sociale. Aspettatevi sempre più proteste a San Francisco e New York ma solo lì, mentre nei ridenti pascoli del Texas la vita scorrerà tranquilla. L'estrema velocità di Trump nell'affrontare i temi a lui più cari (immigrazione, lavoro, tasse) è dovuta al fatto che è cosciente che solo per i primi 2 anni avrà carta bianca, visto che Camera e Senato sono saldamente in mano ai Repubblicani. Nelle elezioni di "mid-term"sicuramente lo scenario politico americano subirà un riequilibrio (come è sempre avvenuto) e quindi la sua azione potrebbe subire un drastico ridimensionamento.

La domanda che molti si stanno facendo è se Trump resisterà per 4 anni alla Presidenza degli USA. Io sono tra coloro che pensano che ciò sarà difficile sia per la natura del personaggio (poco incline al rispetto delle leggi vigenti e con un ego smisurato) sia perché ha la stampa contro che cercherà in ogni modo di incastrarlo per i suoi rapporti molto nebulosi con la Russia di Putin. Sembra essere proprio la sua "amicizia" personale con Putin il vero anello debole della sua Presidenza che potrebbe portare ad un indebolimento della politica estera americana lasciando parecchio spazio di manovra allo Zar Russo come ad esempio nella gestione della questione siriana.

Sarà quindi un periodo di ritorno al passato in cui si crederà che il protezionismo porterà quella prosperità  economica che la globalizzazione ha tolto. Chiudersi non ha mai portato grandi vantaggi, ce lo dice l'economia ma soprattutto la Storia. Protezionismo genera altro protezionismo e di conseguenza alimenta il nazionalismo. Non è un caso che in Europa politici come la Le Pen (e non solo) stiano avendo un successo come mai prima d'ora. In un periodo di estrema paura ed incertezza, sembra che l'unica risposta credibile sia quella della tecnica dello struzzo. In mancanza di politici e soprattutto idee alternative, questo è il massimo che ci passa il convento.

Cagliari vs Juventus in 10 punti

1) Vedere Gigi Riva ricevere il collare d'oro con il conseguente abbraccio fraterno di Gigi Buffon è stato un momento da storia del calcio. Sei una leggenda "Rombo di Tuono".

2) Marchisio sembra ormai diventato il primo cambio della coppia Khedira - Pjanic. Un cambio di lusso ma non più perno del centrocampo come la passata stagione.

3) A questa Juve mancava una punta implacabile come Higuain. Due palle, due goal. Il primo è da punta di classe mondiale, ovvero colpo sotto con il portiere in uscita.

4) Il duo Chiellini e Barzagli ha dato tutto fisicamente. Avranno ancora prestazioni top ma saranno sempre più rare e centellinate.

5) Gigi Buffon quando c'è da parare lo fa sempre. Ieri un solo intervento ma da campione che salva partita e coronarie dei tifosi. 

6) Dybala è in un momento di "tristezza sportiva". Si sbatte, impegna, prova dribbling e giocate ma la palla non va dentro. Bello l'abbraccio "consolatorio" del Mister.

7) Allegri è molto restio ai cambi dalla panchina. Li fa sempre sul finire del match o non li fa proprio. Vedremo se questo trend ci sarà pure in CL.

8) A me Nicolò Barella è piaciuto molto. Un '97 senza paura, con personalità. L'età gli ha giocato un brutto scherzo ma quella si acquisisce solo giocando. Bravo.

9) Lo stadio di Cagliari è un "non-stadio", ovvero due curve pre-fabbricate all'interno del vecchio impianto. Se pensiamo che avevano provato a costruirne uno nuovo sulla sabbia, è un passo avanti.

10) La terza maglia zebrata fa tanto "terruncello", gli manca solo la catenazza d'oro da 10kg. Bocciata.