lunedì 13 febbraio 2017

Cosa mi aspetto dal Governo Trump

Ormai ha giurato, ormai è diventato il 45esimo Presidente degli Stati Uniti D'America. Donald Trump, in un certo senso, ha già vinto, è riuscito in un'impresa considerata impossibile dai più. Tantissimi analisti hanno vivisezionato le ragioni della sua vittoria dando la "colpa" alla classe media incazzosa ed alla post-verità dei social. A me interessa il presente ed i prossimi quattro anni "Made in Trump" che nel bene e nel male lasceranno un segno nelle nostre vite.

Ero molto curioso su quali fossero le persone scelte dal "palazzinaro newyorkese", soprattutto per capire se dopo gli slogan elettorali i primi atti concreti ne risultavano coerenti. Il Governo Trump ha un'eta media di circa 60 anni ed è composto quasi esclusivamente da uomini bianchi (86%). Niente di sorprendente perché per Trump, quello che chiama popolo americano, non è nient'altro che il ceto medio americano, quello degli Stati Centrali, quello che quasi mai viene rappresentato nei film e documentari. L'uomo medio americano è ancora bianco, chiuso nel suo Stato (che considera il Mondo) un po razzista che vuole che il lavoro rimanga nella sua contea, magari andando al venerdì sera al saloon con a tracolla un bel fucile mitragliatore. Forse ho esagerato con i luoghi comuni e gli stereotipi ma è quel tipo di elettore che ha fatto vincere Trump e che lui ha prontamente premiato.

Parliamoci chiaro, il sistema elettorale americano favorisce l'astensionismo e fa vincere persone come Trump che hanno preso 2 milioni di voti in meno del suo avversario. Per noi europei questa "piccola anomalia" stride e ci fa incazzare, ma per quelli nel nuovo mondo è pura normalità.

Trump è uomo "anti-sistema" che conferma inserendo ben il 45% delle persone senza nessuna esperienza governativa precedente. Se pensate che sia una piccola percentuale, vi ricordo che l'ultimo Governo Obama ne aveva solo il 13%. A parte il maggior tasso di mancanza di esperienza politica a me sembra che Trump non sia affatto contro lo status quo dell'America. Ha preso un mix di ex Wall-Street e tremendi bigotti creazionisti e l'ha sparpagliato nei vari incarichi istituzionali. Vedrete, tutte le riforme che verranno fuori saranno per tornare indietro, riportare la lancetta del tempo agli anni '80 o forse ancora più indietro.

Per cui cosa farà Trump? Indubbiamente gli USA prenderanno una deriva estremamente protezionistica che gli farà chiudere i confini ma soprattutto la voglia di conquistare il mondo (che hanno sempre avuto). La strategia economica sarà incentrata sul riportare la produzione in terra a stelle strisce, tasse per prodotti "not made in USA" e insofferenza verso persone che la pensano diversamente da te. Ovviamente tutto questo verrà finanziato facendo debito pubblico, un pò come faceva la famiglia Trump quando iniziava a costruire grattacieli su grattacieli nel boom economico. Questo ritorno al passato come prima cosa arricchirà gli Stati Centrali a discapito di  quelli delle coste con conseguente spaccamento del consenso sociale. Aspettatevi sempre più proteste a San Francisco e New York ma solo lì, mentre nei ridenti pascoli del Texas la vita scorrerà tranquilla. L'estrema velocità di Trump nell'affrontare i temi a lui più cari (immigrazione, lavoro, tasse) è dovuta al fatto che è cosciente che solo per i primi 2 anni avrà carta bianca, visto che Camera e Senato sono saldamente in mano ai Repubblicani. Nelle elezioni di "mid-term"sicuramente lo scenario politico americano subirà un riequilibrio (come è sempre avvenuto) e quindi la sua azione potrebbe subire un drastico ridimensionamento.

La domanda che molti si stanno facendo è se Trump resisterà per 4 anni alla Presidenza degli USA. Io sono tra coloro che pensano che ciò sarà difficile sia per la natura del personaggio (poco incline al rispetto delle leggi vigenti e con un ego smisurato) sia perché ha la stampa contro che cercherà in ogni modo di incastrarlo per i suoi rapporti molto nebulosi con la Russia di Putin. Sembra essere proprio la sua "amicizia" personale con Putin il vero anello debole della sua Presidenza che potrebbe portare ad un indebolimento della politica estera americana lasciando parecchio spazio di manovra allo Zar Russo come ad esempio nella gestione della questione siriana.

Sarà quindi un periodo di ritorno al passato in cui si crederà che il protezionismo porterà quella prosperità  economica che la globalizzazione ha tolto. Chiudersi non ha mai portato grandi vantaggi, ce lo dice l'economia ma soprattutto la Storia. Protezionismo genera altro protezionismo e di conseguenza alimenta il nazionalismo. Non è un caso che in Europa politici come la Le Pen (e non solo) stiano avendo un successo come mai prima d'ora. In un periodo di estrema paura ed incertezza, sembra che l'unica risposta credibile sia quella della tecnica dello struzzo. In mancanza di politici e soprattutto idee alternative, questo è il massimo che ci passa il convento.