lunedì 20 febbraio 2017

Il PD, Gomorra e la Fine di un'era

Il PD è l'ultimo Partito rimasto nello scenario politico italiano. Per Partito intendo un soggetto politico tradizionale, con un segretario, una struttura gerarchica, un'assemblea, dei circoli sparsi sul territorio ed un numero consistende di iscritti con tanto di tessera annuale. I tempi cambiano velocemente ed anche l'ultimo Partito sembra non riuscire a tenere il passo, sgretolandosi ogni giorno, sempre di più. Il processo di frantumazione è iniziato con la vittoria di Matteo Renzi alle primarie, portandolo prima a capo del Partito e poco dopo a capo del Governo. Rottamare tutto e tutti, perdendo di vista la "classica vita da partito" per dedicarsi esclusivamente alla "vita di comando" fatta di incontri, annunci e decreti legge.

Il post referendum costituzionale, comunque fosse stato l'esito elettorale, avrebbe aperto le porte della "resa dei conti finale" dopo anni di punzecchiature e primi abbandoni illustri (Civati, Cofferati, D'Attorre). Matteo Renzi se la immaginava un pò diversa, da vincitore, costringendo gli scissionisti a subire una pesante umiliazione fino alla loro cacciata per acclamazione. L'ex sindado di Firenze ce lo aveva fatto intendere all'ultima Leopolda quando, tra una folla in delirio, aveva già dato il benservito a Bersani e D'Alema.

La vittoria del NO ha solo cambiato le forze in campo ma non la sostanza: Matteo Renzi è antitetico a questa struttura di PD, ne vuole un'altra fatta di "leaderismo & comizi" senza passare da una organizzazione partitocratica come quella attuale. Proprio per questo, il PD è fermo alla sua elezione a segretario, con l'organizzazione affidata al fido Orfini.

Renzi contro gli scissionisti, come in Gomorra in cui tutti cercano di ottenere la loro posizioni di rendita in cui tutto è permesso, in cui tutto è funzionale al conseguimento del risultato. La scissione avverrà in tempi e modi all'italiana, con qualche spargimento di sangue, molti scambi di accuse su chi è il colpevole senza entrare nel merito delle cose. Ci si separa perché ci si sta sul cazzo. Punto.

Renzi avrà il suo "nuovo PD" purgato dai vecchi volti della sinistra che fu, vincerà il congresso per acclamazione e ricontinuerà a fare quello che ha sempre fatto, perseguire una politica di centro dove tutto e tutti servono per arrivare a Palazzo Chigi. Non mi sorprenderebbe affatto che si presentasse alle prossime elezioni con il team Pisaspia ed il team Alfano/Verdini. Il PD diventerà una scatola vuota ad uso e consumo del suo leader, in cui dissenso e dibattito interno saranno ridotti a zero.

E gli scissionisti? Ammetto che faccio fatica ancora a capire chi siano, quanti siano e che linea politica abbiano ma soprattutto se rimarranno uniti (ne dubito fortemente). Al netto di tutto ciò, formeranno un nuovo schieramento e bisognerà capire nei prossimi mesi le loro mosse. A me personalmente sembrano quelle vecchie rockstar che si sentono ancora sulla cresta dell'onda e vogliono fare l'ultimo tour d'addio. Molto triste.

Tutta questa vicenda è stata appassionante? Nemmeno per sogno, è stata stucchevole, priva di contenuti e molto autoreferenziale che ha allontanato (semmai ce ne fosse bisogno) molti cittadini alla politica ed in questo periodo storico è una colpa molto grave.

Che ci piaccia o no la politica è diventa liquida, con partiti snelli, in cui l'appartenenza è più concettuale che pratica, in cui non esiste il radicamento sul territorio, in cui la linea politica la si detta attraverso blog o con slogan elettorali, in cui se non hai un front-man valido non conti nulla agli occhi dei più. Anche il PD si è allineato a questo "nuovo mondo" che ho paura non porterà a nulla di buono.