domenica 15 ottobre 2017

Cosa c'è da festeggiare?


14 Ottobre 2007, nasceva il Partito Democratico, per tutti PD, che doveva essere il salto nel futuro della Sinistra, che doveva essere un'esperienza nuova, differente, che doveva guardare più alle persone ed alla loro voglia di cambiamento. Nasceva strizzando l'occhio alla politica americana: nome, primarie, spirito maggioritario, bipolarismo, l'avversario politico non un nemico da odiare.

Fin dalla sua fondazione non si è ben capito cosa fosse, sto PD. Idee nuove ma pronunciate da uomini vecchi che arrivavano da esperienze politiche differenti, chi ex-comunista chi ex-democristiano. Il PD doveva essere la casa delle Sinistra e dei riformisti ma negli anni si è trasformato nella casa delle correnti e delle lotte interne, in cui il primo problema era capire chi contava davvero.

A me ha dato sempre l'impressione di essere la nuova DC, un grande agglomerato di esperienze diverse tenute insieme dalla possibilità di governare, di entrare nella stanza dei bottoni. Guardate le leadership che si sono susseguite: Veltroni, Franceschini, Epifani, Bersani, Renzi tutte persone moderate con una scarso appeal politico, che non hanno saputo avere una visione futuristica ma terribilmente ancorata all'oggi. Forse il primo Renzi ha saputo ottenere quel seguito popolare più per la sua freschezza giovanile che per quello che diceva, ma la voglia di cambiamento era talmente alta che è bastato avere meno di 40 anni.

Oggi si festeggiano i primi 10 anni, con la solita parata di ex segretari, qualche polemicuccia e molta autoreferenzialità. E' un partito che ha fallito il suo compito, non ha saputo costruire una nuova classe dirigente, non ha saputo tenere unita la Sinistra, non ha saputo proporre una nuova società. Il PD è diventato il punto di riferimento dell'elettore che non vuole scocciature, che vuole il voto sicuro, che vuole rassicurazioni che poco o nulla cambierà.

Oggi il PD è quella DC che mi ero sempre immaginato fin dalla sua fondazione, un movimento politico stanco, pieno di liti, che continua a difendere il suo segretario che doveva dimettersi dopo il fallimento del referendum costituzionale. Invece, ce lo ritroveremo ancora protagonista alle prossime elezioni ma, dopotutto, è ancora in corsa un 81enne, di tempo per fallire nuovamente ce ne è. Eccome.